Processo canonico

Premessa.

Il matrimonio valido non può essere sciolto da nessuno (can. 1141 - Il matrimonio rato e consumato non può essere sciolto da nessuna potestà umana e per nessuna causa, eccetto la morte).
Il legame tra gli sposi, mentre sono in vita, deve ritenersi inviolabile e inscindibile (cioè indissolubile). Se il patto nuziale è valido, nessuno lo può annullare.
Un matrimonio può essere dichiarato nullo, in certi casi.
All'apparenza, un matrimonio può sembrare valido (è stato celebrato in chiesa, presenti i testimoni e molti parenti, gli sposi erano felici, hanno vissuto nella loro casa per diversi anni, talvolta rallegrata dai figli): nella realtà esso può essere nato in modo viziato. Se ciò è vero, il patto nuziale non è valido. Però il giudizio sulla validità o meno del matrimonio deve essere dichiarato dall'Autorità, tramite i Tribunali Ecclesiastici.
Dunque il Tribunale non annulla il matrimonio valido, ma dichiara nullo il matrimonio che non è mai stato valido fin dall'inizio.
Perciò il processo canonico per la dichiarazione di nullità del matrimonio non cerca un colpevole. Né deve essere un modo per dimenticare una storia. È opera di verifica della validità di un patto specialissimo intercorso tra due persone, che hanno voluto fare dinanzi alla Chiesa.
Non è un divorzio, la cui caratteristica sta nel fatto che l'autorità civile prende atto che due sposi non vogliono più stare insieme e ne regola i rispettivi diritti e doveri.
Tutti hanno il diritto di chiedere che il Tribunale Ecclesiastico esamini la validità del proprio matrimonio.
- quando uno sa che il suo matrimonio sia nullo, può percorrere due soluzioni alternative:
- se il matrimonio è invalido, ma non è fallito, può chiedere all'Autorità ecclesiastica di convalidarlo.
- se il suo matrimonio è invalido e fallito, senza alcuna speranza o possibilità della riconciliazione, l'interessato può chiedere al Tribunale ecclesiastico competente l'esame della validità, per ottenere la dichiarazione autorevole e definitiva sul suo matrimonio, che in effetti non è mai esistito. Il Tribunale ecclesiastico, non può rifiutare una domanda, quando questa risulta fondata e di sua competenza.
Una prima riflessione
Nelle conversazioni si sentono spesso affermazioni molto approssimative e sbagliate circa la nullità di matrimonio. Chi vuole davvero esaminare la propria situazione per capire se affrontare o meno il processo canonico, deve riflettere, eliminando innanzitutto le informazioni fuorvianti.
"Chiacchiere" fuorvianti
- Un matrimonio non può essere dichiarato nullo perché sono già nati dei figli.
- Il mio matrimonio è da annullare perché lui (o lei) mi ha tradito con un altro/a.
- Bisogna invalidare il matrimonio quando uno o entrambi i coniugi non avevano voglia di sposarsi in chiesa.
La strada giusta
Se davvero una persona, animata essenzialmente da motivi di coscienza, vuole affrontare il problema della validità o meno del proprio vincolo matrimoniale, dovrà cercare una consulenza specifica, e voler riguardare dentro alla propria esperienza coniugale, alla propria storia, per esaminare in modo concreto i risvolti nei quali il consenso nuziale suo o del coniuge è stato emesso.