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Quando un matrimonio è nullo?

 

1.  Un matrimonio è valido quando gli sposi si scambiano un consenso idoneo, utilizzando le formalità stabilite, e in assenza di proibizioni particolari.

2.  Un matrimonio è nullo quando chi si sposa, al momento di celebrare le nozze e di esprimere il suo "sì", cioè il consenso nuziale, per uno o più motivi non può o non vuole dare un consenso da cui nasca una unione coniugale valida. A sommi capi i motivi sono sintetizzabili in tre gruppi:

2.1. Il  consenso difettoso:

Chi si sposa deve avere una volontà sufficientemente libera e consapevole

- libera da costrizioni, intimidazioni, soggezioni

- non gravata da angustie psichiche e da ansie profonde

- non abbagliata da inganni, da errori determinanti, da condizioni

Chi si sposa deve averne la capacità

- capacità ai rapporti sessuali intimi

- capacità di assumere e attuare gli obblighi coniugali essenziali

Chi si sposa non deve escludere i principi fondamentali del matrimonio

-  il matrimonio stesso

- il valore sacramentale del matrimonio

- il bene reciproco dei coniugi

- la indissolubilità

- la fedeltà ed unità del vincolo (contro ogni forma di poligamia)

- la prole (la procreazione ed educazione)

2.2. In assenza delle formalità necessarie

Per un cattolico il consenso deve essere manifestato davanti al legittimo ministro della Chiesa (il parroco o un chierico da lui delegato), alla presenza di due testimoni.

2.3. In presenza di impedimenti oggettivi

- mai dispensabili:

- Il legame esistente per un precedente matrimonio mai dichiarato nullo da un tribunale cattolico.

- Il legame di sangue tra fratello e sorella o tra genitore e figlio.

- Il matrimonio seguito ad un omicidio fatto per favorire il nuovo sposalizio.

- dispensabili, su responsabilità dell'Autorità ecclesiastica

- L'età minima.

- La parentela non strettissima (cugini).

- La diversità di religione.

- Il vincolo degli ordini sacri o del voto solenne di castità.

 


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