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Proprietà essenziali del matrimonio

 

Can. 1056 - Le proprietà essenziali del matrimonio sono l'unità e l'indissolubilità, che nel matrimonio cristiano conseguono una peculiare stabilità in ragione del sacramento.

Nel delineare la struttura del matrimonio, il Creatore, oltre che dotarlo di «vari beni e fini», lo ha «provvisto di leggi proprie» (GS 48) che servono a favorire i primi. Fra queste leggi «proprie», ossia inerenti alla natura stessa del matrimonio, ve ne sono due che indicano «come» debba essere, per divina disposizione, la comunità di vita e di amore coniugale. Sono la legge dell'unità e dell'indissolubilità. La prima dispone che l’unione coniugale sia «esclusiva», si attui fra un solo uomo e una sola donna. La seconda vuole che la medesima unione sia «perpetua», duratura fino alla morte di uno degli sposi. La legge dell'unità esclude la «poligamia», cioè la convivenza matrimoniale simultanea di un uomo con più mogli, la legge della indissolubilità è offesa dal «divorzio», cioè dallo scioglimento del matrimonio pronunciato da un’autorità secolare, viventi ambedue i coniugi.

Oltre che dal fine, il matrimonio è configurato dalle cosiddette proprietates essentiales, cioè, l’indissolubilitas e l’unitas. Come abbiamo visto nel capitolo precedente, questi tre valori, vale a dire, il fine e le due proprietà matrimoniali, costituiscono i tria bona agostiniani. Il matrimonio, quindi, nella sua realtà «oggettiva», consiste in questi tre valori. Diciamo «nella sua realtà oggettiva», perché per avere il concetto completo del matrimonio, è necessario ancora tener presente il consenso delle parti (realtà soggettiva), parti che devono essere «iure habiles ad consentiendum» e manifestare legittimamente il loro consenso.

Il presente capitolo è articolato nei seguenti punti: 1) visione generale dei canoni in cui vengono considerate le due proprietà essenziali; 2) studio e critica della terminologia adoperata dal Codice nella nostra materia; 3) riflessione sulle due proprietà alla luce del cosiddetto diritto naturale; 4) studio della Sacra Scrittura; 5) visione della storia; 6) considerazione del Magistero della Chiesa; 7) esame particolare dell'unità nel suo significato tecnico-giuridico; 8) esame particolare dell'indissolubilità con i rispettivi problemi nel campo pastorale.

 


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