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Beni e fini del matrimonio

Sempre dalla lettura del Can. 1055 si possono evidenziare fini e beni essenziali del matrimonio, che riportando il testo mettiamo in grassetto: - §1. Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento.

§2. Pertanto tra i battezzati non può sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ciò stesso sacramento.

I «beni» sono i valori che rendono il matrimonio degno di essere scelto. I «fini» sono i compiti a cui esso è ordinato nella sua originaria istituzione. Tali «beni e fini», che coincidono tra loro, sono «molteplici». Fra essi non si può stabilire una gerarchia tassativa poiché si devono considerare «tutti di somma importanza per la continuità del genere umano, il progresso personale e il destino eterno di ciascuno dei membri della famiglia, per la dignità, la stabilità, la pace e prosperità della stessa famiglia e di tutta la società umana» (GS 48). Sono quindi coesistenti, si richiamano e si integrano a vicenda. Nessuno può essere separato dagli altri e tanto meno escluso nell'intenzione dei nubendi.

I «beni o fini» a cui il consorzio matrimoniale è «ordinato per indole sua naturale», nel progetto di Dio, fin dall'inizio della creazione, si possono compendiare in due, e cioè: a) nel «bene dei coniugi» e b) nel «bene della prole», nella sua «generazione ed educazione». Il «bene dei coniugi» si realizza nell’intima comunione delle persone, con la quale si completano reciprocamente fino «a divenire di due una carne sola», un solo essere. Il «bene della prole» si consegue nel suscitare e plasmare nuove vite.

Riassumendo i BONA MATRIMONII, come abbiamo testé accennato, sono tre:

1. BONUM PROLIS, che sta a significare la generatio atque educatio prolis del can. 1055; L’educazione e la formazione debbono servire a sviluppare e a promuovere nei figli la pienezza della crescita e della dignità umana. Per assolvere questo compito «è necessario che i genitori cooperino strettamente con gli insegnanti delle scuole, ai quali affidano l’educazione dei figli; gli insegnanti poi nell’adempimento del loro ufficio collaborino intimamente con i genitori, li ascoltino volentieri, favoriscano e tengano in grande stima le loro associazioni о assemblee» (can. 796 § 2).

2. BONUM FIDEI o fedeltà, che nei cann.  1056, 1101 § 2, 1134, viene chiamata UNITAS (unità);

3. BONUM SACRAMENTI che è lo stesso dell’INDISSOLUBILITAS (indissolubilità) o vincolo perpetuo dei cann. 1056, 1057 § 2, 1101 § 2, 1134.

Alla luce della nuova concezione del matrimonio che è nata dal Concilio Vaticano II, più che parlare del fine, dell'unità e dell'indissolubilità come di bona matrimonii, si dovrebbe dire che i tre valori del matrimonio sono contenuti nella espressione «amore fedele, uno e fecondo».

 


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