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Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro

Dies Annualis  04.05.2016

Relazione del Vicario Giudiziale P. Cristoforo Pawlik OFM Cap.

sull’Attività del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro nel 2015

 

Eminenza Reverendissima Signor Cardinale Gualtiero BASSETTI

Eccellenza Reverendissima Mons. Pio Vito PINTO,

Decano della Rota Romana.

Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi,

Rev.mi Rappresentanti Religiosi,

Onorevoli Autorità Civili,

Signori Magistrati e Avvocati

Illustri Operatori Giudiziari del Tribunale,

Cari Signore e Signori

 

Ci ritroviamo per questo appuntamento, più tardi del solito per i tanti eventi che sono successi dall’ultimo nostro incontro, che riguardano la riforma del processo matrimoniale voluta dal Santo Padre. Inizialmente c'è stata un po’ confusione e disorientamento dovuto ad alcune contraddittorie interpretazioni e pertanto ci sembrava inopportuno procedere all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario senza avere indicazioni precise da offrire circa la nuova procedura, cosa che oggi possiamo. Comunque questo giorno rimane speciale perché ci permette di riferirvi sul nostro operato e vedervi oggi così numerosi è la prova del VS affetto, sostegno e attenzione al ruolo che il Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro svolge nell’ambito della pastorale matrimoniale e familiare delle varie Diocesi della Regione Ecclesiastica Umbra.

Consentitemi di ringraziare gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della Regione Ecclesiastica Umbra in primis per la rinnovata fiducia, poi per la Loro presenza: abbiamo bisogno della Vostra vicinanza per continuare a fornire un sollecito e puntuale servizio.

Particolare gratitudine a S. Em.za Rev.ma Sig. Gualtiero Card. BASSETTI, Moderatore del nostro Tribunale, che accompagna con premura la nostra attività e, oltre a dimostrare totale disponibilità alle richieste e alle proposte che vengono sottoposte alla sua attenzione, segue sempre con paterna cura l’andamento del Tribunale. S. Em.za ha partecipato all’ultimo Sinodo sulla famiglia insieme al nostro illustre ospite Mons. Pio Vito PINTO, Decano della Rota Romana, l’evento celebrato in due tappe, con importantissimi contributi per il servizio pastorale a questa fondamentale cellula della società e anche chiesa domestica (LG 11).

Grazie ancora per la Solenne Concelebrazione Eucaristica e per l'omelia e per il pensiero di meditazione di profonda intensità spirituale e pratica che ci ha rivolto che, per noi operatori della giustizia ecclesiastica, rappresenta il punto di partenza e di arrivo della nostra attività.

Un grazie, caloroso rivolgo a S. Ecc. Rev.ma Mons. Pio Vito PINTO, Decano della Rota Romana. Grazie Eccellenza per aver accettato l’invito a presenziare questa solenne cerimonia, nonostante gli innumerevoli e pressanti impegni che l’ufficio di Decano del Tribunale Apostolico della Rota Romana Le riserva.

Il nostro Illustre Ospite ci farà una preziosa relazione sul tema: «MP Mitis Iudex Dominus Iesus. La riforma del processo matrimoniale canonico e la sua attuazione», un tema molto importante e attualissimo nell’attività giudiziaria nei Tribunali Ecclesiastici.

Altri ringraziamenti

Con viva cordialità porgo il mio benvenuto a Mons. Roberto Malpelo, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco - per noi il Tribunale ordinario d’appello - e a Don Pedro Daniel Dalio venuti dal Tribunale di Firenze.

Un caloroso saluto a Don Paolo Scoponi Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno, e ai suoi collaboratori presenti.

Sono grato a tutti i miei collaboratori che nei vari ruoli: Giudici, D.V. Patroni stabili, Periti e personale dipendente, si impegnano per il buon andamento del Tribunale. Ringrazio il Signore per avermeli affiancati, grazie a loro si sono potuti ottenere i risultati che esporrò.

Un pensiero particolare va a Mons. Rino Valigi, che il 18/08/2015 all'età di 96 anni, è tornato alla casa del Padre, uomo di grande fede, umanità e sensibilità verso le persone provate, che è stato per tanti anni Cancelliere e Uditore di QNT, dove ha speso le sue migliori energie di mente e di volontà per la salus animarum, a lui va il nostro pensiero, ringraziamento e la preghiera.

Un ringraziamento speciale va alla sig.ra Elena Corneli, che svolge il non facile compito di Cancelliere, con responsabilità, solerzia, ammirevole dedizione, nell'apprezzamento generale.


RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ DEL TERU NELL’ANNO 2015

È mio compito, ora, riferire sull’attività svolta dal nostro Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Arcidiocesi e le Diocesi in Umbria, nell’anno 2015:

Nel corso dell'anno passato sono state introdotte n. 103 cause di N.M. e nessun Super Rato. Sono state portate a termine n. 126 (di cui: 118 con sentenza affermativa, 3 con sentenza negativa, 4 cause sono state rinunciate e 1 causa è andata perenta).

Al 31/12/2015 risultavano pendenti 104 cause NM e nessuna richiesta di dispensa super rato.

Breve analisi sui grafici:

a. sulla durata del processo, a conferma che da sempre si è tenuto a dare risposte puntuali alle domande. Sull'intenzione di migliorare ulteriormente chiedendo, tra l'altro, una rapida stesura delle sentenze;

b. sulle cause introdotte dai Patroni stabili a conferma del lavoro svolto dagli stessi e anche delle perduranti difficoltà economiche di molti ricorrenti.

Per contenere la durata dei procedimenti, visto la predominanza dell'incapacità come causa di nullità, nel corso dell’anno 2015, sono stati nominati ben tre nuovi Periti psicologi d’ufficio: la Dott.ssa Roberta CARTA, il dott. Cristian CHIAPPINI e la dott.ssa Maria Elisabetta DI GIROLAMO, che hanno subito iniziato il servizio presso QNT.

Come avrete notato, c'è stato il trasferimento della nostra sede nel Palazzo Arcivescovile: P.zza IV Novembre, n. 6 – 06123 PERUGIA; nel luglio 2015 infatti, è stato effettuato in tempi strettissimi per cui la nostra attività ha subito un'interruzione di poche settimane che comunque ci ha permesso di ottenere gli ottimi risultati, che emergono dai dati statistici riferiti.

Mi permetto qui di elencare i cambiamenti apportati dalla riforma, lasciando al nostro Illustre Ospite l'opportuno approfondimento.

Tra le novità più importanti spiccano:

1. La centralità del Vescovo nel servizio della giustizia. Con la riforma MP Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus il Papa Francesco ha disposto che per il processo ordinario di nullità matrimoniale ogni vescovo diocesano abbia un proprio tribunale collegiale, salva la possibilità del giudice unico, e/o nel processo breviore giudichi personalmente. Il Vescovo stesso è giudice nella sua Chiesa; egli come padre e giudice è icona di Cristo-Sacramento. Pertanto egli stesso sia personalmente giudice, dando un segno visibile della potestà sacramentale. Non si tratta di una novità, ma del richiamo all’attuazione del Can. 391 del CIC: §1. Spetta al Vescovo diocesano governare la Chiesa particolare a lui affidata con potestà legislativa, esecutiva e giudiziaria, a norma del diritto. § 2. Il Vescovo esercita la potestà legislativa personalmente; esercita la potestà esecutiva sia personalmente sia mediante i Vicari generali o episcopali, a norma del diritto; esercita la potestà giudiziaria sia personalmente sia mediante il Vicario giudiziale e i giudici, a norma del diritto). Il Romano Pontefice nel primo capoverso dei due Motu Proprio ricorda, che ciò risponde alla natura ed ai compiti affidati dallo stesso Signore Gesù alla Chiesa ed ai suoi Pastori. Il Pontefice chiede con forza, che ogni Vescovo torni personalmente ad esercitare o dare almeno il segno ai suoi fedeli di questa sua personale potestà, affinché «sia finalmente tradotto in pratica l’insegnamento del Concilio Vaticano II», «che il Vescovo stesso nella sua Chiesa, di cui è costituito pastore e capo, è per ciò stesso giudice tra i fedeli a lui affidati»[1]. Per attuare il richiamo di Papa Francesco occorre la vera conversione di tutti, compresi i Vescovi, a porsi in stato di effettivo servizio permanente e non esercitare il loro munus iudicandi solo per “delega”.

2. L’abolizione della cd. “doppia conforme, scompare l'appello d’ufficio per cui non è necessaria la conferma della sentenza di primo grado, affinché la decisione diventi esecutiva. Di conseguenza, dopo la sentenza affermativa di primo grado, in assenza di impugnazioni della decisone nel tempo perentorio di 15 gg. dalla ricezione della sentenza dalle Parti e dal D.V., questa diventa esecutiva e dà il diritto alle parti di contrarre nuove nozze in chiesa. Nello stesso tempo è stata garantita l’integrità del diritto delle parti all’appello e/o querela di nullità, purché questi siano fondati e motivati.

3. Un’altra novità riguarda la semplificazione della competenza relativa per trattare le cause di nullità matrimoniale, ex nuovo Can. 1672, con l’applicazione delle Regole procedurali dell’Art. 7 §1: “I titoli di competenza di cui al can. 1672 sono equivalenti, salvaguardato per quanto possibile il principio di prossimità fra il giudice e le parti” (Regole procedurali per la trattazione delle cause di nullità matrimoniale).

4. C’è poi l'introduzione del processus brevior (più breve o breviore e non come si tende a tradurre semplicemente: breve come se cd. Processo ordinario fosse “lungo”, perché anche il processo ordinario è e deve essere breve). Con il processo breviore il Papa ha chiuso definitivamente le “porte” al procedimento amministrativo di NM e, di conseguenza, al “divorzio cattolico”!

Per iniziare la procedura si devono verificare le condizioni, conditio sine qua non, richieste dal nuovo Can. 1683. Allo stesso Vescovo diocesano compete giudicare le cause di nullità del matrimonio con il processo più breve ogniqualvolta: 1° la domanda sia proposta da entrambi i coniugi o da uno di essi, col consenso dell’altro; 2° ricorrano circostanze di fatti e di persone, sostenute da testimonianze o documenti, che non richiedano una inchiesta o una istruzione più accurata, e rendano manifesta la nullità. In mancanza di uno dei suddetti requisiti si deve procedere per il processo ordinario.

5. La totale gratuità delle cause «Salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali, che venga assicurata la gratuità delle procedure, perché la Chiesa, mostrandosi ai fedeli madre generosa, in una materia così strettamente legata alla salvezza delle anime, manifesti l’amore gratuito di Cristo dal quale tutti siamo stati salvati». Nello spirito della riforma pontificia si è immediatamente attivata la CEI, che ha affrontato prontamente i temi dibattuti relativi alla sua attuazione: “È necessario che i costi delle cause siano disciplinati in modo che, salva la giusta retribuzione degli operatori dei tribunali, sia attuato il principio della gratuità delle procedure. La CEI assicura il proprio contributo economico, valutandone, nelle sedi competenti, l’entità e condizioni.

Tengo a precisare che in QNT da sempre siamo andati incontro ai ricorrenti agevolandoli in ogni modo, con dilazioni del contributo, riduzione e spesso esentandoli dallo stesso. Dall'ingresso della riforma, abbiamo aderito alla volontà del San Padre con l'assoluta gratuità dei nostri procedimenti. Sperando che chi ne abbia le possibilità, riconoscendo di aver ricevuto dalla Chiesa un "servizio", possa aiutare, secondo l'auspicio del Pontefice, qualche ente benefico, ad esempio la Caritas, per andare incontro ai tanti fratelli oggi in difficoltà.

RIFLESSIONI E CONSIDERAZIONI PRATICHE:

Proseguiamo un altro anno di servizio nel tempo dell’attuazione del MP Mitis Iudex Dominus Iesus, un impegno mai venuto meno per la ricerca della verità storica e salvifica dei coniugi. Si tratta di un impegno fedele circa un servizio ecclesiale, lontano dal pericolo di un ritualismo vuoto nei contenuti. Vi posso assicurare che i principi della Riforma pontificia da sempre hanno animato il nostro operato e continueremo su questa strada ulteriormente rafforzati dalle determinazioni del Romano Pontefice. Secondo lo spirito del Mitis Iudex l’attività giudiziale è la parte integrante della pastorale ordinaria della Chiesa. Vedo qui riunita nei suoi autorevoli rappresentanti l’intera Chiesa che è in Umbria con i Pastori, i chierici e fedeli laici: tutti in ascolto delle problematiche matrimoniali che si sono affrontate nel nostro Tribunale, che giustamente si può chiamare un ospedale da campo, per un migliore coordinamento e sinergia tra i diversi settori della pastorale familiare. Papa Francesco indica le priorità della missione Chiesa, che tutti dobbiamo accogliere e realizzare: “Prima la misericordia poi il resto. La cosa di cui la Chiesa ha più bisogno? “La capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità... E bisogna cominciare dal basso”. “Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto”. “La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece il primo annuncio: 'Gesù Cristo ti ha salvato!'. E i ministri della Chiesa devono innanzitutto essere ministri di misericordia”. “Le riforme organizzative e strutturali sono secondarie, cioè vengono dopo. La prima riforma deve essere quella dell'atteggiamento. I ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionari o chierici di Stato[2].

Alla conclusione dell’ultima Assemblea Sinodale è stata pubblicata la Relazione Finale (24 ottobre 2015), in ben 94 articoli e poi l’esortazione apostolica postsinodale AMORIS LAETITIA sull’amore nella famiglia, pubblicata l’8 aprile, dove Papa Francesco si è pronunciato sui problemi della vita coniugale di cui si discute da due anni. Il Papa nei 325 punti dei nove capitoli di cui si compone, ha citato la Bibbia, commentato alcuni passi da vicino con la sua lettura franca e diretta, p.e. l’Inno paolino alla Carità 1 Cor, 13), ha citato il Concilio Vaticano II, Benedetto XVI, San Giovanni Paolo II, i Padri della Chiesa; i documenti Humanae Vitae, Familiaris Consortio, Evangelium vitae, riassumendo il magistero di ieri, di oggi e di sempre. In questo modo Papa Francesco è riuscito a tracciare l’identikit autentico del matrimonio, dell’amore sponsale tra uomo e donna, per ribadire la necessità e la bellezza realistica della famiglia, dell’apertura alla vita e il rispetto per quella nascente, dell’educazione dei figli, senza mai eccedere in una visione idealistica e surreale. Nello stesso tempo ha voluto comunicare il tenero ed intenso abbraccio della Chiesa a quelle famiglie ferite per le quali “occorre accoglienza, accompagnamento costante e preghiera per la conversione”. Senza mai negare la Verità; senza mai nasconderla o mistificarla!

Con questo documento – come commenta il cardinale Christoph Schönborn – viene superata “l’artificiosa, esteriore, netta divisione fra regolare e irregolare”. Va annotato, inoltre, che il Papa è “riuscito a parlare di tutte le situazioni senza catalogare”, senza “categorizzare” perché lo sguardo di Gesù “non esclude nessuno”: «Nessuno deve sentirsi condannato, nessuno disprezzato. In questo clima dell’accoglienza, il discorso della visione cristiana di matrimonio e famiglia diventa invito, incoraggiamento, gioia dell’amore al quale possiamo credere e che non esclude nessuno, veramente e sinceramente nessuno»[3].

CONCLUSIONE

Mi permetto, in conclusione, di ribadire che, nonostante la semplificazione processuale e l'accresciuta misericordiosa attenzione alle persone, il nostro lavoro non è finalizzato – come spesso si avverte nel sentire comune – ad “annullare” i matrimoni, bensì a valorizzare il patto coniugale che tra due battezzati è elevato a dignità sacramentale. Noi giudici del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro siamo consapevoli che quanto facciamo non ci distoglie da altri non meno importanti compiti pastorali, ma è complemento di un’azione a servizio della famiglia che inizia nelle parrocchie. In questa direzione il nostro Tribunale svolge un’opera di discernimento e di individuazione di quei “germi patogeni”, che, in casi particolari, ne rendono impossibile la nascita. L’azione giudiziale volta a tale indagine è pastorale vera e propria. Tutela le persone e i loro diritti nella Chiesa, prestando attenzione alla loro vicenda coniugale. Anche nell’esperienza di un matrimonio nato male, la persona ha bisogno di sentirsi amata da Dio. Le dinamiche procedurali sono a servizio di tale azione e rispondono al bisogno spirituale dei fedeli.

Voglio, infine, riaffermare la piena collaborazione di tutti gli Operatori del Tribunale con i nostri Vescovi e con tutti coloro che nelle varie diocesi, sotto la guida dei Pastori, si dedicano alla preparazione dei nubendi e al sostegno delle famiglie. Deo omnis gloria. Amen. Allleuja. Grazie.


Ora, con l’augurio di rincontrarci tutti insieme, nel prossimo 2017, chiediamo S. Em. Rev.ma Sig. Gualtiero Card. BASSETTI, Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro, di voler benedire il nostro lavoro.

S. Em.za Rev.ma Sig. Card. Gualtiero BASSETTI

Al nostro Tribunale Ecclesiastico e a tutte le istituzioni qui presenti auguro che il comune impegno, a tutela dei valori del matrimonio e della famiglia, possa riscuotere sempre maggiore sintonia e generare la sinergia per la promozione della dignità umana.

Come Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro, con grande gioia Vi impartisco la mia Benedizione:

Dominus vobiscum. R. Et cum spiritu tuo.

Sit nomen Domini benedictum. R. Ex hoc nunc et usque in sæculum.

Adiutorium nostrum in nomine Domini. R. Qui fecit caelum et terram.

Benedicat vos omnipotens Deus,

Pa + ter, et Fi + lius, et Spiritus + Sanctus. R. Amen.



[1] Cfr. Papa Francesco, MP.Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus proemio.

[2] Cfr. Intervista a papa Francesco di Antonio Spadaro, 19 agosto 2013 su L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 216, Sab. 21/09/2013; https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2013/september/documents/papa-francesco_20130921_intervista-spadaro.html.

[3] http://www.news.va/it/news/amoris-laetitia-dono-per-le-famiglie-nel-segno-del

 


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