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Inaugurazione Anno Giudiziario 27.03.2014

RELAZIONE del Vicario Giudiziale TERU

P. Cristoforo Pawlik OFM Cap.

 

Eminentissimi e Reverendissimi Signori Cardinali

Gualtiero BASSETTI e Velasio DE PAOLIS

Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi,

Autorità Civili e religiose,

Operatori del Tribunale, Gentilissimi Signori e Signore

 

Carissimi, questo appuntamento annuale, oltre a fare il punto sull'attività del Nostro Tribunale, ha lo scopo di mettere in evidenza il suo carattere pastorale, come ci ha nuovamente ricordato il nostro Santo Padre, Papa Francesco: «Il vostro ministero, cari giudici e operatori del Tribunale (…) è un servizio peculiare a Dio Amore, che è vicino ad ogni persona. Siete essenzialmente pastori. Mentre svolgete il lavoro giudiziario, non dimenticate che siete pastori!»[1], per affrontare, specificamente, il problema delle dichiarazioni di nullità del matrimonio celebrato con rito canonico o concordatario.

 

È una gioia immensa vedervi così numerosi intervenuti alla solenne inaugurazione dell’Anno Giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro. Sicuramente tanti di Voi sono giunti per congratularsi e felicitarsi con Sua Em. Rev.ma Sig. Card. Gualtiero BASSETTI, per la Sua recente nomina (12/01/2014) e creazione (22/02/2014) a Cardinale da parte di Sua Santità Papa Francesco. Anche noi operatori del nostro Tribunale ecclesiastico ci uniamo a questo immenso coro di congratulazioni. Nel felicitarmi con Lei, Eminenza, augurandoLe ogni bene nel Signore, perché possa svolgere il Suo delicato ufficio, Le esprimo la mia filiale devozione, assicurandoLe il nostro ricordo nella preghiera.

La Vostra presenza alla odierna cerimonia esprime l’attenzione al ruolo che il Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro svolge nell’ambito della pastorale matrimoniale e familiare per tutte le Diocesi della Regione e ci onora.

Consentitemi di ringraziare in particolare gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della Regione Ecclesiastica Umbra. Grazie per la Vostra attenzione, il sostegno e l’interessamento nei confronti della nostra attività. Particolare gratitudine a Sua Em. Rev.ma Sig. Card. Gualtiero BASSETTI, Moderatore del nostro Tribunale, che accompagna con speciale cura la nostra attività, è sempre sollecito e attento alle nostre esigenze, affronta con partecipazione e comprensione le nostre richieste.

Un grazie, caloroso rivolgo a S. Em. Rev.ma Sig. Card. Velasio DE PAOLIS, Presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. Eminenza, non trovo parole per ringraziarLa! Ogni espressione mi sembra inadeguata! Prima di tutto devo ringraziare, l’Eminenza Vostra, per la Sua pazienza e disponibilità, sia per avere accettato il nostro invito a presenziare questa solenne inaugurazione, nonostante gli innumerevoli e pressanti impegni che ha in Vaticano, sia per aver compreso e aderito allo spostamento della data, di questo appuntamento dovuto alla Nomina del nostro Moderatore a Cardinale. Grazie Eminenza per la Solenne Concelebrazione Eucaristica e per la Sua omelia e per il pensiero di meditazione, di profonda intensità spirituale e pratica che ci ha rivolto.

Sua Eminenza ci farà, non più una relazione sul tema: «L'ultima allocuzione del Papa alla Rota Romana», ma sul tema: «I DIVORZIATI RISPOSATI E I SACRAMENTI DELL’EUCARESTIA E DELLA PENITENZA», un tema molto attuale, che sarà uno degli argomenti del prossimo Sinodo dei Vescovi; un tema molto attuale, che sarà uno degli argomenti del prossimo Sinodo dei Vescovi; una lettura approfondita, mettendo a confronto la cultura moderna e il matrimonio naturale. Un tema molto interessante e importante, per comprendere meglio le prospettive basilari dell’istituto matrimoniale, spesso “distorti e manipolati dalla cultura moderna. Basterebbe citare «l’ideologia di “gender”, una vera utopia dell’uguaglianza che, in poche parole, nega che l’umanità sia divisa tra maschi e femmine» (invito tutti ad un approfondimento personale sull’argomento[2]).

 

RINGRAZIAMENTI

Prima di riferire sull’attività del TERU nel 2013, desidero cogliere questa occasione per ringraziare tutto il personale del Tribunale Ecclesiastico (a pag. 3-4 del libretto) per il lavoro continuo, assiduo, qualificato e pastorale dai Giudici (sacerdoti e laici), dai Difensori del Vincolo, dai Notai. E’ giusto ricordarli tutti perché questa circostanza è l’unica e speciale, che permette di mettere in evidenza il lavoro quotidiano, del tutto nascosto e silenzioso.

È doveroso che sottolinei, con sincera gratitudine, l’impegno leale e lo spirito di comunione di tutti gli operatori di cancelleria. Un pensiero particolare al Cancelliere, carissimo, insostituibile e impagabile Mons. Rino Valigi, da sempre vigile, solerte, attento moderatore della segreteria. Egli con la sua umanità e umiltà ci dà una testimonianza di forza e fede per andare avanti e non cedere alla tentazione di “mollare”; vedendo l’esempio di Don Rino, non si può non ritrovare il coraggio e l’entusiasmo per andare avanti. Diverse volte abbiamo detto, scherzando, che se non ci fosse Don Rino, lo dovremmo “inventare”.

Un ringraziamento speciale lo rivolgo al Pro-Cancelliere, la sig.ra Elena Corneli, che tante volte incontra le persone con i loro problemi e riesce sempre a trovare parole e gesti giusti per accogliere tutti. Non è facile trovarsi in “prima linea”, ma Lei ci riesce, che il Signore La aiuti.

C’è un’altra parte di collaboratori del Tribunale che ha una rilevanza particolare ossia quella dei Periti, professionisti in psichiatria, neurologia, e psicologia che svolgono un lavoro importante, per raggiungere la necessaria certezza morale per il giudizio nelle cause per incapacità, ex can. 1095. Rivolgo a Loro un grazie speciale, perché elaborare una perizia richiede grande competenza professionale, oltre che doti umane, e con un tale approccio antropologico-cristiano, voi date un valido contributo alla ricerca della verità oggettiva.


Altri ringraziamenti

Con viva cordialità porgo il mio saluto a Mons. Gino Biagini, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Etrusco di appello e il benvenuto a Mons. Roberto Malpelo Vicario Giudiziale Aggiunto e sig. dott. Fabrizio Giannoni, D.V. venuti dal TERE.

Un caro saluto a Mons. Mario Colabianchi, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Piceno e a Don Paolo Scoponi Vicario Giudiziale Aggiunto, e gli altri suoi collaboratori.

È apprezzabile l’ottima e serena collaborazione nell’esercizio delle rispettive attività giudiziali che vige tra i nostri Tribunali, con le iniziative di collaborazione, migliore coordinamento dei nostri tre Tribunali Ecclesiastici e, in particolare, l’incontro di formazione che abbiamo avuto il 24 febbraio u.s., tenuta dal Rev.mo Sac. Vittorio Conti (professore presso l’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana – Roma), sul tema: Psicologia e Diritto canonico. Spero e auspico, che la collaborazione dei nostri tre Tribunali Ecclesiastici Regionali, possa continuare, crescere e rafforzarsi per il buono e fruttuoso andamento delle nostre attività.


RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ DEL TRIBUNALE NEL 2013

È mio compito, ora, riferire sull’attività svolta dal nostro Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Arcidiocesi e le Diocesi in Umbria, nell’anno 2013, tutto allo scopo di offrire ai responsabili pastorali e a tutti coloro che hanno a cuore la famiglia, motivi di riflessione in ordine agli orientamenti concreti da assumere. Tengo a precisare e sottolineare, come premessa indispensabile, che dietro i “numeri” e dati statistici, vi sono le persone, situazioni dolorose, sofferenze: «Dietro ogni pratica, ogni posizione, ogni causa, ci sono persone che attendono giustizia»[3], che purtroppo spesso e volentieri si tendono a dimenticare e scavalcare. Di conseguenza, chiedo il massimo riserbo e rispetto su quanto sto per esporre:

 

Il numero delle cause introdotte (a pag. 7 del libretto) nell'anno 2013 è stato = di 104 e nel 2012 = di 96, (con un incremento di 8 cause).

Invece le cause pendenti alla fine dell'anno 2013 risultano sensibilmente aumentate, rispetto a quelle del 2012: 128 contro 103 (quindi 25 di più). Ciò è dovuto alla complessità di certe cause che hanno richiesto più tempo, ma anche allo scarso numero dei giudici, sia nella fase istruttoria, sia in quella decisionale. Personalmente prevedendo tale esito, da anni chiedo, con umiltà e rispetto, alle Loro Eccellenze una maggiore disponibilità del personale adatto per lavorare nel nostro Tribunale, in particolare nell'ufficio dei Giudici. Per tale motivo ho rivolto una precisa domanda di “ampliare” i nostri spazi, cosa assicuratami dal nostro Eminentissimo Moderatore, per impiegare un uditore, che agevolerebbe l’espletamento delle istruttorie. Ora, finalmente, stiamo per realizzare questa soluzione, nella speranza di contenere il numero di cause pendenti e garantire la “giustizia” nei tempi previsti dal Codice: «Giudici e tribunali provvedano affinché, salva la giustizia, tutte le cause si concludano al più presto, di modo che non si protraggano più di un anno nel tribunale di prima istanza, e non più di sei mesi nel tribunale di seconda istanza» (can. 1453; cfr. DC, art. Art. 72), tempo che ancora in QNT è sostanzialmente osservato. È superfluo ripetere che la giustizia ritardata è giustizia negata (ritardata est iustitia denegata).


Nell’anno 2013 sono state trattate 207 cause di nullità. (Sempre a pag. 7 del libretto)

Cause di nullità espletate                         = 79

a)      chiuse con sentenza affermativa      = 74

b)     chiuse con sentenza negativa           = 4

c)      rinunciate                                     = 1

Cause pendenti al 31.12.2013 risultavano = 128, di cui:

4   = prossime alla sentenza, 20 = in fase dibattimentale;

36 = giacenti presso i Periti; 66 = in fase istruttoria; 1 = dilata; 1 = sospesa

Alle cause trattare si aggiunge n. 1 Super Rato

Ora, vogliamo soffermarci sui capi di nullità accusati, con i rispettivi pronunciamenti (cfr. Libretto a pag. 10, la rispettiva tabella).


CAPI DI NULLITÀ

Ex can.

Aff.

Neg.

Esclusione del matrimonio

1101 § 2

2

-

Esclusione indissolubilità

1101 § 2

1

1

Esclusione della prole

1101 § 2

3

7

Esclusione della fedeltà

1101 § 2

2

-

Condizione apposta

1102§1

-

1

Errore di persona

1097

-

1

Incapacità

1095 n. 2

27

2

Incapacità

1095 n. 3

1

4

Incapacità

1095 nn. 2 e 3

52

8

Timore

1103

-

1

Piuttosto che leggere i dati numerici, che Voi stessi potete rilevare, vorrei ora offrirvi una lettura in percentuali, che ci permette di avere una visione d’insieme. Per farlo devo precisare che nel corso dell’anno 2013 abbiamo pronunciato n° 88 delle decisioni affermative e n° 25 negative, per un totale di 113 sentenze.

Ora i pronunciamenti per incapacità, ex can 1095, nn. 2e3 sono stati complessivamente 94, mentre quelle aventi per oggetto gli altri capi erano appena 19. Pertanto le cause per l’incapacità hanno costituito l’83,2% di tutti i pronunciamenti, mentre quelle per gli altri capi il 16,8%, un dato “statistico-numerico” preoccupante, perché metterebbe in dubbio il diritto fondamentale di ogni uomo: «Tutti possono contrarre il matrimonio, se non ne hanno la proibizione dal diritto», (cfr. can. 1058), ma bisogna tenere presente che si tratta solo delle cause nullità matrimoniale da noi trattate nel 2013 e NON, dei matrimoni contratti nell’Anno.

Ora, questo confronto percentuale ci permette di vedere le proporzioni dei capi di nullità trattati dal TERU. Il fatto che prevalgono le cause per incapacità, ex can. 1095, non deve meravigliarci, in quanto sappiamo bene che la maturità umana è un processo continuo, complesso e spesso si giunge alla maturazione in seguito alle “crisi” che costringono l’uomo ad una evoluzione. Tale crisi, purtroppo, spesso coincide con la crisi matrimoniale e, solo allora, l’interessato comincia a crescere e comprendere i veri contenuti e oneri della vita coniugale. Con tale consapevolezza giunge alla coscienza di trovarsi in una situazione da lui non voluta (il matrimonio) e con il processo di crescita umana e della fede, desidera uscirne fuori, per “rifarsi” una vita, questa volta seriamente.

Non vi sono molte “simulazioni”, che esigono un positivus volontatis actus, ex. can. 1101, §2 (positivus, non negativus, seu «velle non» non vero «nolle» (cfr. O. GIACCHI, Il consenso nel matrimonio canonico, Milano 1973, p. 92), quindi un atto positivo di volontà, presente durante la celebrazione del matrimonio, escludente l’oggetto diretto ed immediato: uno o più beni o proprietà essenziali del matrimonio. Ora, chi ha escluso una volta un bene o una proprietà del matrimonio, lo deve aver fatto consapevolmente (non per errore), sapendo che andava contro l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e se allora non gli importava del matrimonio contratto, c’è il rischio che non gli importerà neppure in futuro, accedendo al Tribunale ecclesiastico per motivi economici e materiali, o per regolarizzare la sua situazione matrimoniale irregolare o un’unione di fatto, alla quale dà lo stesso valore che ha dato al matrimonio contratto in Chiesa. Inoltre, tali persone, spesso si sono rifatte una vita con un altro partner, con una semplice convivenza o, al massimo con il matrimonio civile e non gli importa di chiarire la loro situazione matrimoniale coram Ecclesia et coram Deo. Si tratta in fondo del problema della FEDE, e precisamente mancanza della fede nel sacramento del matrimonio e, per tale motivo – ritengo –, non vengono introdotte in QNT molte cause di nullità per simulazione.

Ci vuole una vera conversione, da non escludere, altrimenti è difficile dimostrare che l’interessato ora dice la verità, mentre prima aveva simulato. Noi giudici, comunque, come tutti gli operatori del Tribunale, non abbiamo alcuna prevenzione sulle persone che si rivolgono a noi e crediamo nella loro “buona fede”, e dobbiamo giudicare serenamente, alla luce dei fatti, con «perizia nel diritto, l’obiettività di giudizio e l’equità, giudicando con imperturbabile e imparziale equidistanza»[4].

DURATA DEL PROCESSO DI 1a ISTANZA (a pag. 13 del libretto)

DURATA DEL PROCESSO DI 1a ISTANZA

Nr. cause

meno di sei mesi

2

da sei mesi  ad un anno

32

da un anno  ad un anno e mezzo

31

da un anno e mezzo a due anni

11

oltre due anni

3

Attività dei Patroni stabili: (a pag. 18 del libretto)

Riepilogo dell’attività dei Patroni stabili nel 2013

Nr. casi

Consulenze effettuate       (249+259)

508

Casi esaminati                  (92+65)

157

Cause di nullità

pendenti al 31.12.2012 (26 + 40)

66

Introdotte                      (26 + 46)

72

patrocinio alla P.C

-

trattate                           (52 + 86)

138

Definite                          (21 + 32)

53

pendenti al TERU al 31.12.2013 (31 + 54)

85

Procedimenti di dispensa di  Super Rato   supportate dal

Patrono stabile

pendenti al 31.12.2012

1

Introdotti nel 2013

1

trattati

2

conclusi

1

pendenti  al 31.12.2012

1

Cause  definite al TERE      (13 + 44)

57

Cause pendenti davanti al TERE al 31.12.2013

N°  (31 di Bencini + 21 di Carpita)

52

Per chi è interessato, a pag. 19 e 20 del Libretto, vi sono due tabelle con il riepilogo dettagliato delle attività dei due Patroni Stabili.


Quello che è particolarmente rilevante (a pag. 8 del Libretto) è il confronto delle cause presentate dagli avvocati nel 2013 e le precedenti consulenze, (cfr. Patroni Stabili: n. 508 consulenze effettuale e n. 72 cause introdotte) che evidenzia il “filtro” di verifica previa, se ci sono condizioni per introdurre una causa, a conferma degli successivi esiti positivi:

CAUSE PRESENTATE NEL 2013

Nr. Cause

Patroni stabili

72

Patroni esterni

32


Un aspetto importante, all'interno del Tribunale Ecclesiastico riguarda l’attività dei Patroni Stabili e correlativamente, gli aspetti economici delle cause.

Il Patrono Stabile è la figura di un Avvocato specializzato nelle cause di nullità matrimoniale che lavora per il Tribunale Ecclesiastico (e dal medesimo riceve una remunerazione) e ha come principale compito quello di offrire gratuitamente consulenza a chi desidera sapere se, nel suo caso, sia possibile o meno una causa di nullità.

Ora il confronto numerico - sopra riferito - ancora una volta porta la nostra attenzione all'apprezzamento del generoso operato dei nostri due Patroni stabili, che non si risparmiano, anzi con grande e lodevole dedizione cercano di venire incontro alle numerosissime richieste di consulenza e patrocinio di chi si rivolge a loro. Tengo a precisare, che l’operato dei nostri Patroni stabili è sicuramente coscienzioso ed efficiente, visti i pronunciamenti affermativi in primo grado, di cui oltre i 90% delle conferme con Decreto del Tribunale di Appello Etrusco.

Le persone interessate sono ben consapevoli delle qualità dei nostri Patroni Stabili e di non dover affrontare alcun onere pecuniario, per essere assistite e questo, nel momento di grave crisi economica che stiamo vivendo, testimonia la gratuità e la disponibilità della Chiesa a soccorrere e aiutare chi si trova nella precarietà. Così la giustizia è accessibile non solo per gli “agiati”, ma per tutti, senza distinzione. Chi avesse difficoltà di carattere economico può - se vuole - servirsi del Patrono Stabile o del “gratuito patrocinio”, il che significa che la causa di nullità non impone all’interessato alcun onere economico per avere un avvocato, che lo assista.

Nel corso dell’anno 2013 diverse persone hanno chiesto la riduzione o l’esonero totale dal contributo obbligatorio per le spese processuali: pari a €525.00 per la Parte attrice e €265,50 per la Parte convenuta, qualora si costituisca in giudizio, poiché altrimenti la Parte convenuta non ha alcuna spesa.

 

Patroni di fiducia

Gli avvocati che hanno l’alto onore di patrocinare nel Tribunale Ecclesiastico sanno che il loro compito è “servire la verità, perché trionfi la giustizia” (Giovanni Paolo II 4/2/1980) e ad essi mi permetto di ricordare ciò che disse il Papa Paolo VI il 13 Dicembre 1963: “la coscienza morale deve essere l’orientamento costante e normativo della loro attività, chiamata a superiori espressioni ed esposta a maggiori pericoli: infatti, il loro dovere morale professionale è la ricerca della verità, non il giuoco della verità. Dovendo ascoltare per primo le parti, l’avvocato… può prima di ogni altro consigliare rettamente per l’accettazione della causa, o per sconsigliarla con chiarezza e sincerità; e nel suggerire le prove, nel determinare il capo di accusa e nel confutare gli argomenti contrari, il suo unico movente sarà l’accertamento della verità dei fatti, e il trionfo della giustizia, rifiutandosi sempre, ad ogni costo, di costruire artificialmente un processo, di patrocinare una causa infondata o di ricorrere a mezzi sleali e disonesti”. Ricordiamo anche le parole di Giovanni Paolo II nel discorso alla Rota Romana del 28 Gennaio 1982: “Gli avvocati renderanno ai loro clienti servizi migliori nella misura in cui si sforzeranno di rimanere entro la verità, l’amore della Chiesa, l’Amore di Dio. La vostra missione è prima di tutto un servizio dell’amore”.

 

Riflessioni e considerazioni pratiche

C’è una realtà che sta diventando sempre più pesante nelle nostre cause di nullità: la litigiosità e conflittualità tra le parti. Sempre con maggiore frequenza le nostre cause diventano teatro di battaglia fra i due coniugi ovviamente a grave scapito della verità! È per noi una grande tristezza perché, oltre al trauma per il fallimento del matrimonio, i due coniugi si rendono la vita difficile, dolorosa, e massacrante per loro e per i loro figli quando ci sono.

La causa di dichiarazione di nullità normalmente, al contrario, dovrebbe restituire gioia e serenità perché aiuta le parti a rifarsi una vita con pace e quiete dello spirito, beni questi impagabili!

Proprio nella speranza che le nostre cause di nullità siano serene e limpide vorrei che diventasse la prassi del nostro Tribunale richiedere sempre - prima di iniziare la pratica di nullità - che sia già intercorsa la separazione legale in modo definitivo, affinché siano risolti sia gli aspetti economici e patrimoniali, motivo di grave conflitto, sia l’affidamento di eventuali figli (motivo di recriminazioni reciproche).

Colgo ora l’occasione della presenza di tanti avvocati civilisti per sottolineare che non è affatto vero che a seguito di una sentenza di nullità venga cancellato automaticamente l’assegno per il sostentamento del coniuge: questo preconcetto frena molte persone nell’iniziare una causa di indagine o nell’aderire in modo favorevole alla eventuale iniziativa di nullità promossa dal coniuge. Infatti non vi è pregiudizialità tra il giudizio di divorzio e la delibazione: la sentenza di divorzio mantiene la sua efficacia anche in caso di sentenza di delibazione se il giudicato si è formato prima del giudicato della sentenza di delibazione.

La parte convenuta ha il sacrosanto e inalienabile diritto di costituirsi in causa, ma non il dovere di farlo. Il suo costituirsi, però, non determina l’esito della causa - a lei favorevole - ma dovrebbe semplicemente servire alla migliore ricerca della verità. Il patrono dovrebbe spiegare bene alla parte convenuta questa “ratio legis” e non cogliere l’occasione di acquistare un “cliente”. La crisi economica tocca tutti e gli avvocati, non dovrebbero approfittare di questa situazione di sofferenza. Purtroppo ho inteso indirettamente che qualcuno avrebbe suggerito alla parte convenuta la necessità della sua costituzione, altrimenti la causa sarebbe “persa” in partenza, cosa che qualsiasi avvocato sa non vera.

In più, potrebbe capitare che un patrono accogliendo di assistere la parte convenuta, potrebbe cedere alla “tentazione” di voler dimostrare la sua necessità e l’importanza della sua presenza, eccedendo in “protagonismo”. Un simile comportamento – oltre ad essere scorretto nei confronti del cliente e deontologicamente inammissibile e punibile –, tenderebbe a sostenere che l’esito della causa dipenda dall’attività dell’avvocato e non dalla ricerca della verità alla luce delle prove con il giudizio del turno giudicante pronunciato nel rispetto del diritto, con l’indispensabile equidistanza.

 

Alcune notizie flash sul personale del TERU

È da osservare, che nel corso dell’anno 2013:

a)    In data, 08/07/2013, è stata nominata, notaio stabile del TERU la dott.ssa Sig.ra Camilla Pulci, Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

b)    In data 08/04/2013 è stata assunta come notaio la sig.ra Chantal Trabalza, Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, per il periodo di maternità della sig.ra Maria Andreani (auguri alla neomamma!).

c)    In data, 20/09/2013, è stata nominata, Perito psicologo d’ufficio, la dott.ssa Sig.ra Caterina Borghini, Diocesi Firenze.

d)    In data, 26/11/2013, è stata nominata Difensore del Vincolo, la dott.ssa Sig.ra Marina Claudia Marrollo, Diocesi Roma.

e)    In data, 06/12/2013, è stata nominata Difensore del Vincolo, la dott.ssa Sig.ra Rita Basta, Diocesi Roma.

f)     In data 08/09/2013, è scaduta e non si è rinnovata la nomina del Difensore del Vincolo a Sig. dott. Giuseppe Bracchi. La ragione per cui non è stata rinnovata la nomina è dovuta all'adattamento del TERU all’art. 36 §3, della Instr. Dignitas Connubii.

A tutti loro rivolgo il mio caloroso ringraziamento e ai nuovi arrivati un cordiale benvenuto e augurio di un fruttuoso servizio, per la salvezza delle anime, quale lex suprema.


CONCLUSIONE

Concludendo questa mia relazione posso sinceramente assicurare che l’attività espressa dal Tribunale nel 2013 è sempre stata ispirata dal vero sensus fidei e dal carattere pastorale, perché la Fede della Chiesa nel Sacramento del Matrimonio ha un fondamento e una verità che non possono essere disattesi.

Voglio riaffermare che, noi Giudici del TERU, nell’arduo e delicato compito di giudicare, abbiamo cercato di farlo guidati dall’autentico senso della carità pastorale, attenti, secondo le indicazioni del Magistero, a non farci contaminare da atteggiamenti pietistici verso le persone, anche se non “freddi” e insensibili alle loro sofferenze. Non abbiamo mai cercato di “compiacere” le parti e/o i loro interessi particolari, condotta che non risponderebbe al loro vero bene né a quello della comunità ecclesiale, ostacolando l’incontro salvifico con Cristo (cfr. Benedetto XVI, Allocuzione alla Rota Romana, 28/01/2006 e del Papa Francesco, 24/01/2014). Voglio, infine, riaffermare la piena collaborazione di tutti gli Operatori del Tribunale con i nostri Vescovi e con tutti coloro che nelle varie diocesi, sotto la guida dei Pastori, si dedicano alla preparazione dei nubendi e al sostegno delle famiglie in ogni fase della loro esistenza.

Ai Giudici, agli Uditori, ai Difensori del Vincolo, al Promotore di Giustizia, al Cancelliere, ai valenti Avvocati e Periti e a tutti coloro che a vario livello collaborano con TERU, auguro buon lavoro per il nuovo anno.

Grazie!

Ora, con l’augurio di rincontrarci tutti insieme, come oggi, nel prossimo 2015, chiediamo S. Em. Rev.ma Sig. Card. Gualtiero BASSETTI, Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro, di voler benedire il nostro lavoro e quindi dichiarare aperto l’anno giudiziario 2014.

S. Em. Rev.ma Sig. Card. Gualtiero BASSETTI

Alle istituzioni qui presenti, al Nostro Tribunale, a tutti e a ciascuno in particolare, auguro che il comune impegno, a tutela dei valori del matrimonio e della famiglia, possa riscuotere sempre maggiore sintonia e generare la sinergia per la promozione della dignità umana.

Come il Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro, con grande gioia Vi impartisco la mia Benedizione e dichiaro Solennemente aperto l’Anno Giudiziario 2014 del TERU.

 

La parola ora a S. Em. Rev.ma Sig. Card. Velasio DE PAOLIS che ha accolto il nostro invito e ci farà una preziosa e molto attuale relazione sul tema: «I DIVORZIATI RISPOSATI E I SACRAMENTI DELL’EUCARESTIA E DELLA PENITENZA», un tema molto attuale, che sarà uno dei punti del prossimo Sinodo dei Vescovi. Siamo sicuri che la Sua relazione, per tutti noi sarà un vero arricchimento. Grazie, Eminenza, per la Sua disponibilità e per quanto ora ci esporrà!



[1] Cfr. Discorso del Santo Padre Francesco agli officiali del Tribunale della Rota Romana, per l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, 24/01/2014.

[2] Cfr. L’Osservatore Romano. http://www.osservatoreromano.va/it/news/rincorrendo-lutopia-delluguaglianza#.UtLv7CZd59A.

[3] Cfr. Discorso del Santo Padre Francesco agli officiali del Tribunale della Rota Romana, per l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, 24/01/2014.

[4] Cfr. Discorso del Santo Padre Francesco agli officiali del Tribunale della Rota Romana, per l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, 24/01/2014.

 


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