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INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 20.02.2017

del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro - Perugia

Relazione del Vicario Giudiziale P. Krzysztof Pawlik OFM Cap.

sull’Attività del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro nel 2016

 

 

Eminenza Reverendissima Signor Cardinale Gualtiero BASSETTI

Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi,

Prof. Mons. Joaquín LLOBELL

Pontificia Università della Santa Croce

Rev.mi Rappresentanti Religiosi,

Onorevoli Autorità Civili,

Signori Magistrati e Avvocati

Illustri Operatori Giudiziari del Tribunale, Cari Signore e Signori


Buongiorno e Pace e Bene a Tutti!

Rivolgo un cordiale saluto e ringraziamento a Voi tutti intervenuti che, accogliendo il nostro invito, onorate con la Vostra presenza, la celebrazione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2017 del nostro Tribunale.

È per tutti noi operatori del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro un momento importante di comunione con gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi delle Chiese che sono in Umbria dai quali direttamente dipendiamo con potestà ordinaria vicaria di governo in relazione al munus iudicandi. È una grande gioia ed incoraggiamento vedervi così numerosi e attenti al ruolo che il Tribunale Ecclesiastico svolge nell’ambito della pastorale matrimoniale e familiare per tutte le Diocesi della Regione Ecclesiastica Umbra. La Vostra presenza ci onora!

Consentitemi di ringraziare gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della Regione Ecclesiastica Umbra in primis per la costante fiducia e, poi, per la Loro presenza e l’interessamento: abbiamo bisogno della Vostra vicinanza per continuare a fornire un sollecito e puntuale servizio. Alla mia profonda gratitudine agli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della nostra Regione vorrei unire, con umiltà e rispetto, un caloroso appello che, all’aumento del lavoro, possa proporzionalmente, corrispondere l’aumento del personale nell’ufficio dei Giudici. I sacerdoti che attualmente operano nel Tribunale, oltre all’attività di Giudice ne svolgono anche altre di non minore responsabilità. Sono bene consapevole che la carenza delle vocazioni e dei sacerdoti non permette di averne grande disponibilità. Ora il Papa Francesco nel MP Mitis Iudex Dominus Iesus, ha fortemente ribadito che l’attività giudiziale fa parte integrante della pastorale generale e familiare e la specializzazione di giovani sacerdoti in Diritto Canonico non limita tale pastorale, anzi la favorisce, la stimola e la rende molto più feconda.

A questo punto voglio ringraziare Eccellentissima Conferenza Episcopale Umbra che ha accettato la proposta di nominare quest’anno (2017) ben due Giudici: Don Marco PEZZANERA dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e Sr. Alessandra RUSCA della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Spero che tra poco anche un altro candidato venga aggregato al nostro organico come Giudice, dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Si tratta di forze nuove e “fresche” che ci aiuteranno nello svolgimento del nostro delicato ufficio. Grazie!

Particolare gratitudine a Sua Eminenza Reverendissima Signor Cardinale Gualtiero BASSETTI, Moderatore del nostro Tribunale, che accompagna con premura la nostra attività e, oltre a dimostrare totale disponibilità al confronto e alle proposte che vengono sottoposte alla sua attenzione, segue sempre con paterna cura l’andamento del Tribunale.

Grazie Eminenza per la Solenne Concelebrazione Eucaristica e per l’omelia di profonda intensità spirituale e pratica che ci ha rivolto e che per tutto l’anno sarà «lampada ai nostri passi e luce sul nostro cammino» (Sal 118, 105).

Un grazie caloroso rivolgo al Prof. Mons. Joaquín LLOBELL della Pontificia Università della Santa Croce, esimio Maestro di Diritto processuale canonico, che ha accettato di partecipare a questa solenne Inaugurazione dell’Anno giudiziario.

La persona del Prof. Mons. Joaquín LLOBELL (Valencia – Spagna, 1951) non necessita di presentazione, perché la sua fama e la sua competenza è comunemente riconosciuta e apprezzata, sia per la sua attività didattica, molto chiara, lineare e svolta con passione e competenza, come pure, per le numerosissime pubblicazioni di altissimo livello contenutistico, toccanti argomenti difficili, esposti con chiarezza. Egli è Professore ordinario di diritto processuale canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce (Roma), Giudice della Corte di Appello dello Stato della Città del Vaticano, Referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. Direttore della rivista «Ius Ecclesiae» fino a gennaio 2017. Autore di circa 150 studi di diritto processuale. Membro delle commissioni che prepararono diverse norme, fra cui sul processo penale presso la Congregazione per la dottrina della fede (il m.p. Sacramentorum sanctitatis tutela, 2001) e sul processo di nullità del matrimonio (l’istr. Dignitas connubii, 2005). Ha collaborato nella redazione della lex propria del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (2008). Giudice istruttore del Tribunale della Prelatura dell’Opus Dei per le cause di canonizzazione di diversi fedeli di detta Prelatura. Membro del Comitato direttivo della “Consociatio Internationalis Studio Iuris Canonici Promovendo”.

Per la completa attività docente attuale del Prof. Mons. Joaquín LLOBELL (cfr. il SITO della Pontificia Università della Santa Croce http://docenti.pusc.it/?u=llobell)

Attività docente attuale

  • Professore Ordinario di Diritto Processuale Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce, dall’11 maggio 1994.
  • Direttore della rivista «Ius Ecclesiae», dal 1° ottobre 2002.
  • Membro collaboratore dell’Istituto Martín de Azpilcueta dell’Università di Navarra, dal 19 gennaio 1999.

Attività docente precedente

  • Professore di Istituzioni di Diritto Canonico dello Studium Generale della Prelatura dell’Opus Dei in Spagna (1978-1985).
  • Assistente di Diritto Processuale presso la Facoltà di Diritto Canonico dell’Università di Navarra (1984-1985).
  • Professore Aggiunto di Diritto Processuale Canonico presso il Centro Accademico Romano della Santa Croce (1985-1989).
  • Professore Aggregato di Diritto Processuale Canonico presso l’Ateneo Romano della Santa Croce, (1989-1994). Dall’erezione della Facoltà di Diritto Canonico del Pontificio Ateneo della Santa Croce (28 marzo 1993), la categoria di professore “aggregato” è diventata professore “straordinario”.
  • Professore visitante della «Pázmány Péter Catholic University» di Budapest, anno accademico 1998-1999.
  • Direttore del «Programma di specializzazione in giurisprudenza canonica sul matrimonio e la famiglia» presso la Pontificia Università della Santa Croce, dall’anno accademico 1999-2000 fino all’incorporazione del corso nel programma della nuova licenza in diritto canonico (2004).
  • Professore visitante dell’Instituto de Derecho Canónico di Valencia (Spagna), anno accademico 2004-2005.
  • Direttore del «Corso di aggiornamento per operatori del diritto presso i tribunali ecclesiastici» presso la Pontificia Università della Santa Croce, dal 2000 al 2006.

Mansioni giuridiche presso la Curia Romana, lo Stato della Città del Vaticano ed altri enti ecclesiali

  • Il Santo Padre Giovanni Paolo II lo nominò Referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (29 maggio 1992). Attualmente è stato riconfermato dal Santo Padre in questo incarico
  • Il Santo Padre Giovanni Paolo II lo nominò Giudice della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano (15 febbraio 1997). Il Santo Padre Benedetto XVI lo ha riconfermato in questo incarico .
  • Il Santo Padre Benedetto XVI lo ha nominato Consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi in data 22 marzo 2011.
  • Dal 1987 collabora come perito presso diversi dicasteri: Congregazione della Dottrina della Fede, Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti, Congregazione per il Clero, Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica, Congregazione per l’Educazione Cattolica, ecc.
  • Giudice del Supremo Tribunale della Congregazione per la Dottrina della Fede, dal 26 maggio 1998 al 27 settembre 2002.
  • Giudice delegato del Santo Padre per decidere una causa «unica pronuntiatione, ad normam iuris exsecutiva», nominato, «Sanctissimo consulto», con rescritto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, 11 ottobre 2002.
  • Giudice delegato del Prelato dell’Opus Dei per la fase istruttoria, presso il Tribunale di detta prelatura, della causa di canonizzazione del Servo di Dio S.E.R. Mons. Álvaro del Portillo, dal 24 gennaio 2004 al 7 agosto 2008.
  • Membro delle Commissioni pontificie che hanno preparato il m.p. “Sacramentorum sanctitatis tutela”, 30 aprile 2001, di Giovanni Paolo II e l’istr. “Dignitatis connubii”, 2005, del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.

Mansioni di direzione presso enti accademici e di ricerca

  • Vicedirettore dell’Ateneo di Teologia di Madrid (1977-1984).
  • Segretario della Sezione di Diritto Canonico del Centro Accademico Romano della Santa Croce (1987-1990).
  • Membro del comitato direttivo di “Ius Ecclesiae. Rivista internazionale di diritto canonico” dalla sua fondazione nel 1989. Da tale data al 1995 è stato il Segretario di redazione, dal 2002 è il Direttore.
  • Vicedirettore della Sezione di Diritto Canonico del Centro Accademico Romano della Santa Croce, dal 1990. Vicedecano della Facoltà di Diritto Canonico del Pontificio Ateneo della Santa Croce dalla sua erezione il 28 marzo 1993 al 1997.
  • Membro della commissione del concorso per la nomina del professore incaricato della cattedra di Diritto Processuale Canonico della Pontificia Università Lateranense, giugno 1993.
  • Membro della commissione del concorso per la nomina del professore straordinario della cattedra di Diritto Processuale Canonico della Pontificia Università Lateranense, maggio 1997.
  • Direttore del «Programma di specializzazione in giurisprudenza canonica sul matrimonio e la famiglia», dal 1998.
  • Membro collaboratore dell’Istituto Martín de Azpilcueta dell’Università di Navarra, dal 19 gennaio 1999.
  • Direttore del «Corso di aggiornamento per operatori del diritto presso i tribunali ecclesiastici», Pontificia Università della Santa Croce, Roma, settembre 2001 e settembre 2004.
  • Direttore della rivista «Ius Ecclesiae», dal 1° ottobre 2002.
  • Presidente del Comitato organizzatore del Convegno di Studi «Processo penale e tutela dei diritti nell’ordinamento canonico», Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università della Santa Croce, Roma, 25-26 marzo 2004.
  • Membro della commissione per l’esame del dottorato di ricerca presso l’Università Complutense di Madrid, nominato dal Vicerrettore Presidente della Commissione per il Dottorato di ricerca, 23 giugno 2006.
  • Promotore e presidente del comitato organizzativo del Convegno «Diritto ebraico, diritto della Chiesa Cattolica e diritto israeliano» (Gerusalemme, 17-18 ottobre 2006). Incontro tra esperti del diritto ebraico e giuristi della Chiesa cattolica ed israeliani organizzato dalla Pontificia Università della Santa Croce (Roma), dalla «Pázmány Péter Catholic University» di Budapest, dalla Libera Università Maria Ss.ma Assunta e dall’Università Ebraica di Gerusalemme.
  • Membro dell’International Advisory Council della «Revista General de Derecho Canónico y Derecho Eclesiástico del Estado», Madrid, dal suo inizio nel 2007

Associazioni scientifiche

  • Membro del Consiglio Direttivo della Consociatio Internationalis Studio Iuris Canonici Promovendo.
  • Membro dell’Associazione Spagnola di Canonisti.
  • Membro dell’Associazione Canonistica Italiana (Settore Docenti Universitari).
  • Membro dell’Arcisodalizio della Curia Romana.
  • Membro del Gruppo italiano docenti di diritto canonico.
  • Membro dell’Associazione Internazionale Amici di Eugenio Corecco.
  • Accademico Corrispondente della «Real Academia de Jurisprudencia y Legislación» della Spagna, dal 26 febbraio 2001.


Il Prof. Mons. Joaquín LLOBELL ha accolto il nostro invito e ci farà una preziosa prolusione sul tema: Questioni sull’appello nelle cause di nullità del matrimonio”, il tema particolarmente attuale alla luce della recente riforma MP Mitis Iudex Dominus Iesus con cui Papa Francesco ha riformato il processo di nullità matrimoniale. Sono convinto che la Sua relazione per tutti noi sarà un vero arricchimento. Grazie Professore, per la Sua disponibilità e per quanto ci esporrà!

 

Altri ringraziamenti

Con viva cordialità porgo il mio benvenuto a Mons. Roberto Malpelo, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco – per noi il Tribunale ordinario d’appello. Con Lui doveva venire anche don Pedro Daniel Dalio ma, purtroppo, è stato impedito per motivi di salute. Preghiamo per Lui, chiedendo la grazia della salute.

Un caloroso saluto a Don Paolo Scoponi Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno e Don Mario Colabianchi venuti dalle Marche.

Sono grato a tutti i miei collaboratori che nei vari ruoli: Cancelliere, Giudici, D.V. Patroni stabili, Periti e personale dipendente, si impegnano per il buon andamento del Tribunale. Ringrazio il Signore per avermeli affiancati, perché grazie a loro si sono potuti ottenere i risultati che esporrò.

 

SINTESI DELL’ATTIVITÀ DEL TEIU NELL’ANNO 2016

È mio gradito compito, ora, riferire sull’attività svolta dal nostro Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Arcidiocesi e le Diocesi in Umbria, nell’anno 2016:

A pag. 5 del libretto:  Cause di nullità pendenti al 31/12/2015 erano 104.

Nel corso dell’anno 2016 sono state introdotte n. 110 cause di N.M. e nessun Super Rato. NB. Tra le cause di nullità trattate dal TEIU 3 sono state introdotte e trattate con rito breviore, di cui solo 1 si è conclusa affermativamente, 1 è stata rimandata all’esame ordinario dal Vescovo competente e per 1 nel corso dell'Istruttoria breviore il patrono della parte attrice ha chiesto la conversione della procedura dalla breviore nell’ordinaria.

Nel 2016 sono state portate a termine ben n. 121 cause di N.M, compresa breviore, di cui 115 con sentenza affermativa, 2 con sentenza negativa, 2 cause sono state rinunciate e 2 cause sono andate perente.

Al 31/12/2016 risultavano pendenti 93 cause NM e nessuna richiesta di dispensa super rato, di cui: 9 = prossime alla sentenza, 7 = in fase dibattimentale; 34 = giacenti presso i Periti; 43 = in fase istruttoria.


Ora, vogliamo brevemente soffermarci sui

CAPI DI NULLITÀ ACCUSATI, CON I RISPETTIVI PRONUNCIAMENTI:

CAPI DI NULLITÀ

Aff.

Neg.

Esclusione del matrimonio, ex can. 1101 § 2

-

1

Esclusione indissolubilità, ex can. 1101 § 2

3

4

Esclusione della prole, ex can. 1101 § 2

7

6

Esclusione della fedeltà, ex can. 1101 § 2

2

1

Incapacità, ex can. 1095 n. 2

65

2

Incapacità, ex can. 1095 n. 3

1

2

Incapacità, ex can. 1095 nn. 2 e 3

61

7

Impotenza, ex can. 1084

1

-

 

I COSTI DELLE CAUSE

Purtroppo ancora circolano notizie bugiarde e menzognere riguardo ai costi delle cause per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale, per questo tante persone sono scoraggiate e hanno difficoltà e diffidenza, ad accostarsi al Tribunale Ecclesiastico.

Nel nostro Tribunale per alcuni mesi (dal dicembre 2015 la 1° ottobre 2016) abbiamo applicato alla lettera la disposizione della CEI sulla totale gratuità dei procedimenti di nullità matrimoniale, non chiedendo alle parti nessun contributo alle spese processuali, fino a quando il Consiglio Permanente della CEI, 26-28 settembre 2016, ha trattato le Norme circa il regime amministrativo dei Tribunali Ecclesiastici Italiani in materia matrimoniale ed ha deliberato, che: «§ 2. Le parti sono tenute a concorrere alle spese giudiziali nella misura e secondo le modalità determinate dal Consiglio Episcopale Permanente.

§ 3. Le parti che non sono in grado di sostenere il pagamento del contributo di cui al paragrafo precedente possono chiedere al Vicario giudiziale l’esenzione o la riduzione del contributo. Al medesimo spetta stabilire l’eventuale rateizzazione.

La riduzione o l’esenzione vengono concesse dallo stesso Vicario giudiziale dopo aver acquisito il parere del parroco della parte e tutti gli altri elementi necessari per la valutazione del caso, in conformità ai criteri stabiliti dal Consiglio Episcopale Permanente».

Pertanto torno a ricordare, perché ne siano informati tutti i qui presenti e altri che potranno leggere questa nota esplicativa, che il contributo delle parti alle spese processuali è il seguente:

  • la parte attrice che invoca il ministero del Tribunale, è tenuta a versare €525,00 al momento della presentazione del libello;
  • la parte convenuta non è tenuta ad alcuna contribuzione, ove partecipi all’istruttoria e SOLO nel caso in cui si costituisce è tenuta a versare €262,50.

Ricordo che nella Chiesa la giustizia è accessibile a tutti senza distinzione, tanto è vero che anche quest’anno tante persone, trovandosi in difficoltà hanno chiesto ed ottenuto la riduzione o l’esonero totale dal contributo dovuto per le spese processuali. Ne è la prova: (80 sono stati gli esonerati totali dalle spese processuali; 8 le riduzioni e SOLO 22 hanno contribuito regolarmente).

Questo ci è possibile perché siamo finanziati dall’otto per mille. Qui l’appello che rivolgo a tutti di scegliere, nella prossima e successive dichiarazioni dei redditi, la destinazione dell’otto per mille per la Chiesa Cattolica, per contribuire anche al nostro servizio.

Circa il numero delle CAUSE INTRODOTTE NEL 2016 si nota che i Patroni stabili=91 (dove le parti non hanno dovuto sborsare neppure un centesimo per l’avvocato, che è totalmente retribuito dal Tribunale); Patroni esterni=18; Senza Patrono=1.

Per chiarezza ritengo utile ricordare che, per le Norme CEI, l’onorario complessivo per il patrocinio dell’avvocato di fiducia nel primo grado: va dal min. di € 1575,00 – al max. di € 2.992,00 e nel processo di appello ai suddetti onorari si aggiungono: dal min. di € 604,00 – al max. di € 1.207,00, che non sono cifre impossibili per chi lavora e ha uno stipendio. A scanso di equivoci aggiungo che gli avvocati di fiducia, sono obbligati di presentare la nota spese, giustificando le voci e le cifre, che vengono confrontate con i loro clienti, per avere la conferma, e per vigilare sulle richieste che non eludano i criteri di buon senso e l’honesta mercede dell’avvocato di fiducia, un principio irrinunciabile della morale cattolica, che prevede per chi lavora il diritto alla sua ricompensa.

 

CIRCA LA DURATA DELLE CAUSE:

Durata del processo di 1a istanza

Nr. cause

meno di sei mesi

5

da sei mesi  ad un anno

74

da un anno  ad un anno e mezzo

29

da un anno e mezzo a due anni

7

oltre due anni

6

 

CAUSE DEFINITE NEL 2016: Patroni stabili=102; Patroni esterni=18; Senza Patrono=1.

a) È importante rilevare che oltre la breve durata del processo di nullità è raggiunta anche una rapida stesura della sentenza a conferma che si è tenuto a dare risposte puntuali alle domande. NB. Attualmente le sentenze in QNT vengono stese nell’arco di un mese ca. dalla decisione nel rispetto dei cann. 1453 e 1610 §3;

b) Dobbiamo ancora migliorare i tempi delle perizie per evitare un protrarsi delle cause oltre i tempi canonici. Qui il mio appello a tutti i periti di rispettare i termini di quattro mesi per l’espletamento della perizia che parte dalla data della nomina.


Attività dei Patroni stabili A pag. 19 del libretto:


Riepilogo dell’attività dei Patroni stabili nel 2016

Nr. casi

Consulenze effettuate         (317 + 249)

566

Casi esaminati                     (111 + 91)

202

Cause di nullità:

Pendenti al 31.12.2015 (36 + 48)

84

Introdotte nel 2016     (34 + 57)

91

Patrocinio alla P.C

-

Trattate nel 2016  (70 + 105)

175

Definite nel 2016 (43 +59)

102

Pendenti al 31.12.2016 (24 + 49)

73

I numeri riportati ci ricordano la gravità della crisi economica della nostra società e l’impagabile impegno dei nostri due Patroni stabili, che non si risparmiano, anzi con grande ed ammirevole dedizione vengono incontro alle numerosissime richieste di consulenza e patrocinio. Capita, che alcune persone, per motivi logistici dei limiti spazio-temporali, sono costretti ad attendere del tempo per introdurre una causa, ma avendo trovato un’accoglienza e comprensione nel Patrono stabile, preferiscono attendere, piuttosto che chiedere il gratuito patrocinio al quale avrebbero diritto. Personalmente ho visto e apprezzato la gratitudine e riconoscenza dei fedeli che sono stati assistiti dai Patroni Stabili, alla fine della causa. Questo dimostra la bellissima atmosfera e l’accoglienza che trovano le persone rivolgendosi a loro e, quando, una volta raggiunto il risultato sperato, non avendo altro interesse, comunque si dimostrano riconoscenti e grati. Grazie carissimi Patroni Stabili perché con il Vostro operato e l’esempio date la viva testimonianza della gratuità e dell’ascolto della Chiesa ai fedeli bisognosi di verità sul loro matrimonio.


Alcune notizie flash sul personale del TEIU

È da osservare, che nel corso dell’anno 2016:

  • Per contenere la durata dei procedimenti, visto la predominanza dell’incapacità come capo di nullità, sono stati nominati ben tre nuovi Periti psicologi d’ufficio: la Dott.ssa Chiara Fratini, il dott. Gabriele Sansoni e la dott.ssa Cheti Della Fazia, che hanno subito iniziato il servizio presso QNT.

  • Il 03/06/2016 sono state rinnovate le nomine ad triennum dei Difensori del Vincolo: Sandra Agostini; Maria Ester Falcone; Paolo Orecchia; Anna Bilardo; Marina Claudia Marrollo; Rita Basta; Carlo Belli Paolobelli; Fabio Cioccoloni.

  • Il 22/10/2016 si è sposata la sig.ra Chantal Trabalza, notaio di QNT e seguendo il marito si è trasferita a Brescia presentando le dimissioni dal suo ufficio. Al suo posto in data, 24/10/2016, è stata nominata, notaio del TEIU la dott.ssa Sig.ra Stefania Faina, Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

 

RIFLESSIONI E CONSIDERAZIONI PRATICHE:

Vorrei riallacciarmi all’ultimo, ma non per questo meno importante, argomento affrontato da S. Em.za Rev.ma Card. Gualtiero BASSETTI, Moderatore del nostro Tribunale: La verità evangelica recepita dal Codex nel principio della “salus animarum[1] che sempre deve essere “suprema lex”, come ratio evangelica e assoluto principio ispiratore dell’intero ordinamento canonico, una vera Lex fundamentalis del sistema giuridico della Chiesa, l’unica vera risposta ai fedeli.

Infatti, l’unico fine del Diritto canonico – come ordinamento ma anche come scienza – è quello di comporre le norme e istituzioni in modo tale che siano ordinate al supremo fine pastorale della salus animarum: cioè, a far sì che tutti i membri della Chiesa, i Christifideles, conoscano la grandezza della loro vocazione, la realizzino nella dignità dei figli di Dio e raggiungano il fine per il quale sono stati creati e redenti: la visione beatifica nel Regno.

Il grande processo di rinnovamento avviato dal Concilio Vaticano II ha portato ad una nuova autocomprensione della legge canonica e ad una più approfondita comprensione del principio della “salus animarum”, grazie soprattutto agli arricchimenti dottrinali di carattere ecclesiologico che hanno inciso profondamente sulla nuova legislazione canonica. Questa sensibilità teologica, non è mai venuta meno sia nella codificazione, sia nella applicazione del diritto canonico che non è solo un diritto positivo umano, bensì un diritto che ha come fondamento lo ius divinum – ed è pertanto inserito nell’azione salvifica con la quale la Chiesa continua nel tempo la missione del suo Divino Fondatore (LG 8). La struttura sacramentale e giuridica della Chiesa serve come mezzo per comunicare la Grazia divina di carità, di fede e di speranza alla comunità che è il Popolo di Dio. Allo stesso tempo «la legge canonica, nel disciplinare la vita sociale della Chiesa adempiendo questa funzione strumentale al servizio della “salus animarum”, lo fa restando fedele a ciò che è: vera legge, con le sue esigenze di natura tecnica, metodologica e terminologica»[2].

La giuridicità della norma canonica è perfettamente compatibile con la sua natura intrinsecamente pastorale. L’aggettivo “pastorale” applicato al Diritto canonico, non deve essere interpretato come se fosse un’aggiunta – una specie di nuova veste o ritocco cosmetico – ma come un elemento costitutivo essenziale. Il carattere pastorale splende nei criteri tradizionali della æquitas, della epikeia o della dispensa, con i quali la caritas pastoralis del legislatore, del giudice o dell’amministratore ecclesiastico manifesta una volontà di giustizia temperata dalla prudenza, dalla benignità e dalla comprensione verso le singole persone, sempre per il loro bene spirituale.


CONCLUSIONE

Mi permetto, in conclusione, di ribadire che, noi Giudici e tutti gli operatori di QNT, nell’arduo e delicato compito di giudicare, abbiamo cercato di farlo sempre guidati dal senso della carità pastorale, attenti, secondo le indicazioni pontificie, affinché la Fede della Chiesa nel Sacramento del Matrimonio non venga disattesa. Lo ha ribadito anche quest’anno il Santo Padre nella tradizionale Allocuzione alla Rota Romana e ha espresso la sua preoccupazione per il problema di moltiplicarsi di celebrazioni matrimoniali nulle o inconsistenti. Il Pontefice non si è fermato solo nel costatare l’evidenza dei fatti e la mancanza della fede, ma ha presentato anche un valido antidoto: «Occorre, – osserva il Papa – che gli operatori e gli organismi preposti alla pastorale famigliare siano animati da una forte preoccupazione di rendere sempre più efficaci gli itinerari di preparazione al sacramento del matrimonio, per la crescita non solo umana, ma soprattutto della fede dei fidanzati. Scopo fondamentale degli incontri è quello di aiutare i fidanzati a realizzare un inserimento progressivo nel mistero di Cristo, nella Chiesa e con la Chiesa. Esso comporta una progressiva maturazione nella fede, attraverso l’annuncio della Parola di Dio, l’adesione e la sequela generosa di Cristo. La finalità di questa preparazione consiste, – puntualizza il Pontefice – nell’aiutare i fidanzati a conoscere e a vivere la realtà del matrimonio che intendono celebrare, perché lo possano fare non solo validamente e lecitamente, ma anche fruttuosamente, e perché siano disponibili a fare di questa celebrazione una tappa del loro cammino di fede. Per realizzare tutto questo, c’è bisogno di persone con specifica competenza e adeguatamente preparate a tale servizio, in una opportuna sinergia fra sacerdoti e coppie di sposi…

Continua il Pontefice – Accogliendo gli auspici dei Padri dell’ultimo Sinodo Ordinario, è urgente attuare concretamente quanto già proposto in Familiaris consortio (n. 66), che cioè, come per il battesimo degli adulti il catecumenato è parte del processo sacramentale, così anche la preparazione al matrimonio diventi parte integrante di tutta la procedura sacramentale del matrimonio, come antidoto che impedisca il moltiplicarsi di celebrazioni matrimoniali nulle o inconsistenti

Puntualizza il Pontefice – Un aspetto così determinante per la solidità e verità del sacramento nuziale, richiama i parroci ad essere sempre più consapevoli del delicato compito che è loro affidato nel gestire il percorso sacramentale matrimoniale dei futuri nubendi, rendendo intelligibile e reale in loro la sinergia tra foedus e fides. Si tratta di passare da una visione prettamente giuridica e formale della preparazione dei futuri sposi, a una fondazione sacramentale ab initio, cioè a partire dal cammino verso la pienezza del loro foedus-consenso elevato da Cristo a sacramento. Ciò richiederà il generoso apporto di cristiani adulti, uomini e donne, che si affianchino al sacerdote nella pastorale familiare per costruire «il capolavoro della società», cioè «la famiglia: l’uomo e la donna che si amano» (Catechesi, 29 aprile 2015) secondo «il luminoso piano di Dio» (Parole al Concistoro Straordinario, 20 febbraio 2014)». (cfr. Papa Francesco, Allocuzione alla Rota Romana, 21/01/2017)[3]

Voglio, infine, riaffermare la piena collaborazione di tutti gli Operatori del Tribunale con i nostri Vescovi e con tutti coloro che nelle varie diocesi, sotto la guida dei Pastori, si dedicano alla preparazione dei nubendi e al sostegno delle famiglie.

A tutti: Giudici, Difensori del Vincolo, Cancelliere, Notai, Periti, Avvocati, la più viva gratitudine e l’augurio di buon lavoro. Grazie!

Ora, con l’augurio di rincontrarci tutti insieme, nel prossimo 2018, chiediamo a S. Em. Rev.ma Gualtiero Card. BASSETTI, Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro, di voler benedire il nostro lavoro e dichiarare Solennemente Aperto l’Anno Giudiziario 2017 del nostro Tribunale.


S. Em.za Rev.ma Card. Gualtiero BASSETTI

Al nostro Tribunale Ecclesiastico e a tutte le istituzioni qui presenti auguro che il comune impegno, a tutela dei valori del matrimonio e della famiglia, possa riscuotere sempre maggiore sintonia e generare la sinergia per la promozione della dignità umana.

Come Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro, con grande gioia Solennemente Dichiaro Aperto l’Anno Giudiziario 2017 del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro e Vi impartisco la mia Benedizione:

Il Signore sia con voi.

R: E con il tuo spirito.

Sia benedetto il nome del Signore.

R. Ora e sempre.

Il nostro aiuto è nel nome del Signore.

R. Egli ha fatto cielo e terra.

Vi benedica Dio onnipotente,

Padre + e Figlio + e Spirito + Santo.

R. Amen.

La parola ora al nostro esimio Ospite Prof. Mons. Joaquín LLOBELL che ci farà una preziosa lectio magistralis sul tema: Questioni sull’appello nelle cause di nullità del matrimonio”, l’argomento scelto per la sua importanza ed attualità.



[1]Cfr. http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/intrptxt/documents/rc_pc_intrptxt_doc_20000406_salus-animarum_it.html

[2] Cfr. «Principia quæ Codicis Iuris Canonici recognitionem dirigant », n. 1, in Communicationes 1 (1969), p. 78

[3] Cfr. http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/january/documents/papa-francesco_20170121_anno-giudiziario-rota-romana.html

 


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