forex trading logo

Contatore Visite

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterToday161
mod_vvisit_counterYesterday214
mod_vvisit_counterThis week472
mod_vvisit_counterLast week1495
mod_vvisit_counterThis month4452
mod_vvisit_counterLast month6647
mod_vvisit_counterAll days698467

Inaugurazione Anno Giudiziario 28.02.2013

Introduzione del Vicario Giudiziale TERU

P. Krzysztof Pawlik OFM Cap.


Eccellenza Reverendissima Mons. Pio Vito PINTO, Decano della Rota Romana.

Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi,

Autorità Civili e religiose,

Operatori del Tribunale, Gentilissimi Signori e Signore

 

È una grande letizia vedervi così numerosi e attenti al ruolo che il Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro svolge nell’ambito della pastorale matrimoniale e famigliare delle varie Diocesi della Regione Ecclesiastica Umbra. La vostra presenza ci onora.

Consentitemi di ringraziare gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della Regione Ecclesiastica Umbra. Grazie per la particolare attenzione e il forte interessamento nei confronti del Tribunale. Particolare gratitudine a Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Gualtiero BASSETTI, Moderatore del nostro Tribunale, che accompagna con premura la nostra attività e, oltre a dimostrare totale disponibilità alle richieste e alle proposte che vengono sottoposte alla sua attenzione, segue sempre con particolare cura l’andamento del Tribunale. Grazie ancora per la Solenne Concelebrazione Eucaristica e per la Sua omelia e per il pensiero di meditazione di profonda intensità spirituale e pratica che ci ha rivolto e che, per noi operatori della giustizia ecclesiastica, rappresenta il punto di partenza e di arrivo della nostra attività.

Un grazie, caloroso rivolgo a S. Ecc. Rev.ma Mons. Pio Vito PINTO, Decano della Rota Romana. Eccellenza, non trovo parole per ringraziarLa! Ogni espressione mi sembra inadeguata! Devo ringraziarLa, per l’accoglienza cordiale che mi ha riservata presso il Suo Ufficio quando, senza alcun preavviso, sono venuto a salutarLa! Nonostante molteplici importanti impegni aveva avuto la disponibilità di ricevermi. La Sua grande disponibilità e la semplicità evangelica, la profondità spirituale che emana la sua persona, mi hanno dato la testimonianza dell’uomo di Dio, che Lei è. La Sua domanda di preghiera presso i grandi Santi umbri e, in particolare l’intercessione di Santa Maria degli Angeli, per supplicare le grazie per Lei, rimane per me un “onore”, la quale aderisco con gioia.

Grazie Eccellenza! Grazie per aver accettato l’invito a presenziare questa solenne inaugurazione, nonostante gli innumerevoli e pressanti impegni che l’ufficio di Decano del Tribunale Apostolico della Rota Romana Le riserva.

Il nostro Illustre Ospite ha accolto il nostro invito e ci farà una preziosa relazione sul tema: «L'appelatio iudicialis alla Rota Romana: sua giurisprudenza e attività come servizio al carisma petrino», un tema molto interessante ed importante, particolarmente utile nell’attività giudiziaria nei Tribunali Ecclesiastici. Infatti, come tutti gli addetti ai lavori ben sanno, la giurisprudenza della Rota Romana costituisce il fermo punto di riferimento nell’interpretazione e migliore comprensione della legge canonica sostanziale e contribuisce attivamente allo sviluppo della dottrina canonistica. Inoltre, l’applicazione dei principi astratti, l’applicazione della norma della Chiesa ai casi concreti, in continua evoluzione, aiuta concretamente i tribunali locali nell’attuazione della giustizia. AverLa con noi, è un grandissimo onore, ma nello stesso tempo la conferma, che esiste una reale comunione e interessamento, con la condivisione concreta, nella sussidiarietà, nel reciproco rispetto e nella stima, che ha sempre caratterizzato la collaborazione dei tribunali ecclesiastici. È il segno della reale condivisone dello “stato maggiore” con chi in prima linea affronta le cause di nullità matrimoniale. Non siamo e non vogliamo essere “isole solitarie”, per conto proprio, che non hanno, e non vogliono, condividere reciprocamente con gli altri collaboratori della giustizia ecclesiastica, le difficoltà, le speranze, la fede e la comunione nella carità, ben consapevoli di essere “servitori” dell’Amore di Dio per gli ultimi. Con la Sua presenza in mezzo a noi, Ecc.mo Decano, ci sentiamo “utili”, incoraggiati e rafforzati nel difficile e spesso arduo ministero giudicante. Avendo la consapevolezza del sostegno dei nostri Vescovi e la collaborazione fattiva del Tribunale Apostolico della Rota Romana, che Lei rappresenta, siamo certi che ogni sforzo, sacrificio e impegno serviranno per garantire la giustizia, nella verità e carità.

Stiamo nell’Anno della Fede, l’anno dell’anniversario del Concilio Vaticano II, che ha portato alla Chiesa una nuova luce e speranza. A distanza di cinquanta anni dal Concilio, abbiamo tutti bisogno, ancora una volta, si ricoprire, comprendere e applicare concretamente lo spirito del Concilio e il rinnovamento che ha portato con sé. Uno degli effetti del rinnovamento conciliare è anche il vigente Codex Juris Canonici, promulgato il 25/01/1983 (30 anni fa), che deve essere sempre letto, compreso e interpretato nello spirito del Concilio Vaticano II, come ribadiva il Santo Padre, Benedetto XVI, nell’Allocuzione alla Rota Roman l’anno scorso, parlando dell’importanza dell’interpretazione omogenea della legge canonica in ordine alla sua applicazione. Questa non deve mai ridursi «a una mera assonanza semantica, considerato che il diritto canonico trova nelle verità di fede il suo fondamento e il suo stesso senso, e che la lex agendi non può che rispecchiare la lex credendi». Di conseguenza l’interpretazione della legge canonica deve avvenire nella Chiesa, tenendo presente il sentire cum Ecclesia e la retta interpretazione della fede. La sana ermeneutica interpretativa va applicata alla legge canonica «in riferimento al Concilio Vaticano II», la fonte e il vero ispiratore dell’attuale legislazione canonica, che traduce in linguaggio canonistico l’ecclesiologia conciliare.

In occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, al Tribunale della Rota Romana avvenuta il 27.01.2013, il Romano Pontefice è tornato sull’importanza della fede nel consenso matrimoniale e la sua incidenza sulla validità del vincolo. Il tema della fede è da molti anni studiato e meditato da diverse commissioni teologiche, in riferimento alla validità dei sacramenti. Quando nel passato si poteva tranquillamente ritenere che la maggior parte della popolazione vissuta nei paesi di antica cristianità avevano la fede reale, oggi non si può avere la stessa “certezza”. La secolarizzazione irruente, ateismo teorico e pratico, l’indifferenza religiosa, e altri fattori, hanno completamente stravolto i valori religiosi delle popolazioni. Ne è pienamente consapevole il Romano Pontefice, che diverse volte ha affrontato l’argomento sia da teologo e Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sia da Successore di Pietro. (P.e. Nel 1999, nell’introduzione all’istruzione della Congregazione per la dottrina della fede sulla pastorale dei divorziati risposati, che ribadiva l’esclusione dalla comunione sacramentale, Ratzinger osservava: «Si dovrebbe chiarire se veramente ogni matrimonio tra due battezzati è ipso facto un matrimonio sacramentale. All’essenza del sacramento appartiene la fede». Nel luglio 2005, Benedetto XVI, mentre si trovava in vacanza a Les Combes, rispose a una domanda dialogando con i sacerdoti valdostani. «Nessuno di noi ha una ricetta fatta, anche perché le situazioni sono sempre diverse. Direi particolarmente dolorosa è la situazione di quanti erano sposati in Chiesa, ma non erano veramente credenti e lo hanno fatto per tradizione, e poi trovandosi in un nuovo matrimonio non valido si convertono, trovano la fede e si sentono esclusi dal sacramento. Questa è realmente una sofferenza grande e quando sono stato Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ho invitato diverse conferenze episcopali e specialisti a studiare questo problema: un sacramento celebrato senza fede. Se realmente si possa trovare qui un momento di invalidità perché al sacramento mancava una dimensione fondamentale non oso dire. Io personalmente lo pensavo, ma dalle discussioni che abbiamo avuto ho capito che il problema è molto difficile e deve essere ancora approfondito. Ma data la situazione di sofferenza di queste persone, è da approfondire»).

Per questo motivo, nell’Anno della Fede, Benedetto XVI, ha ritenuto necessario ritornarci sull’argomento per offrici indicazioni sintetiche e stringenti, ma nello stesso tempo profonde e ricchissime di contenuto. Riporto solo alcune frasi del Santo Padre, per ricordare meglio l’intero contenuto del suo discorso: «Sul piano teologico, la relazione tra fede e matrimonio assume un significato ancora più profondo. Il vincolo sponsale, infatti, benché realtà naturale, tra i battezzati è stato elevato da Cristo alla dignità di sacramento.

Il patto indissolubile tra uomo e donna, non richiede, ai fini della sacramentalità, la fede personale dei nubendi; ciò che si richiede, come condizione minima necessaria, è l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. Ma se è importante non confondere il problema dell’intenzione con quello della fede personale dei contraenti, non è tuttavia possibile separarli totalmente. … «nel caso in cui non si avverta alcuna traccia della fede in quanto tale (nel senso del termine "credenza", disposizione a credere), né alcun desiderio della grazia e della salvezza, si pone il problema di sapere, in realtà, se l’intenzione generale e veramente sacramentale di cui abbiamo parlato, è presente o no, e se il matrimonio è contratto validamente o no» (La dottrina cattolica sul sacramento del matrimonio [1977], 2.3: Documenti 1969-2004, vol. 13, Bologna 2006, p. 145)…

La fede in Dio, sostenuta dalla grazia divina, è dunque un elemento molto importante per vivere la mutua dedizione e la fedeltà coniugale (Catechesi all’Udienza generale [8 giugno 2011]: Insegnamenti VII/I [2011], p. 792-793). …

La fede è importante nella realizzazione dell’autentico bene coniugale, che consiste semplicemente nel volere sempre e comunque il bene dell’altro, in funzione di un vero e indissolubile consortium vitae. In verità, nel proposito degli sposi cristiani di vivere una vera communio coniugalis vi è un dinamismo proprio della fede, per cui la confessio, la risposta personale sincera all’annuncio salvifico, coinvolge il credente nel moto d’amore di Dio. … In altri termini, se è vero che «la fede senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio», si deve concludere che «fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino» (Lett. ap. Porta fidei [11 ottobre 2012], 14: L’Osservatore Romano, 17-18 ottobre 2011, p.».

Altri ringraziamenti

Con viva cordialità porgo il mio benvenuto a Mons. Gino Biagini, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Etrusco di appello e ai suoi Vicari Giudiziali Aggiunti e altri venuti dal Tribunale di Firenze.

Un saluto a Mons. Mario Colabianchi, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Piceno e altri suoi collaboratori.

È apprezzabile l’ottima e serena collaborazione nell’esercizio delle rispettive attività giudiziali che vige tra i nostri Tribunali, con le iniziative di collaborazione, migliore coordinamento dei nostri tre Tribunali Ecclesiastici e, in particolare, l’incontro di formazione che abbiamo avuto il 26 febbraio u.s. (due giorni fa, tenuta dal Rev.mo Padre Nikolaus Schöch (OFM- Promotore di giustizia sostituto presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, sul tema: Tutela dell’antropologia cristiana nella valutazione delle perizie. Purtroppo non siamo riusciti a portare alla realizzazione di un precedente incontro formativo, con il prof. Gianfrancesco Zuanazzi, per problemi di salute. Cogliendo occasione vorrei auguragli una pronta guarigione e speriamo che l’incontro sia stato solo posticipato e non abbandonato. Spero, inoltre, che la collaborazione dei nostri tre Tribunali Ecclesiastici Regionali, possa continuare, crescere e rafforzarsi per il buon e fruttuoso andamento delle nostre attività.

Non posso non ringraziare i miei diretti collaboratori, (a pag. 3-4 del libretto): il Vicario Giudiziale aggiunto, Mons. Vittorio Peri, i 10 Giudici, di cui 3 lavorano anche come giudici istruttori; i 11 Difensori del Vincolo, tra cui il Promotore di Giustizia, i 2 Patroni Stabili, gli 13 Periti, i membri della Cancelleria, i 4 Notai e tutti coloro che prestano servizio nell’ambito del Tribunale.

Ringrazio il Signore per avermi affiancato collaboratori mossi da vero zelo pastorale, consapevoli che il servizio che rendono nello stretto ambito del diritto e della giustizia ha come valenza primaria e finale il bene delle anime. È doveroso che sottolinei, con sincera gratitudine, l’impegno leale e lo spirito di comunione di tutti gli operatori di cancelleria. Un pensiero particolare al Cancelliere, carissimo e preziosissimo Mons. Rino Valigi, da sempre vigile, solerte, attento moderatore della segreteria e il preziosissimo contributo della Pro-Cancelliere, la sig.ra Elena Corneli. A tutti gli addetti allo stesso ufficio la gratitudine e l’apprezzamento più totale per il loro servizio puntuale e diligente, animato da sensibilità veramente ecclesiale.

Grazie per il vostro impegno, la vostra operosità, la vostra diligenza e il vostro senso di responsabilità nello svolgere, ciascuno nel proprio ruolo, la propria attività! Grazie, grazie tanto!


È mio compito, ora, riferire sull’attività svolta dal nostro Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Arcidiocesi e le Diocesi in Umbria, nell’anno 2012, tutto allo scopo di offrire ai responsabili pastorali e a tutti coloro che hanno a cuore la famiglia, motivi di riflessione in ordine agli orientamenti concreti da assumere:

Il numero delle cause introdotte (a pag. 7 del libretto) nell’anno 2012 è stato = di 96 e nel 2011 = di 85, (con il notevole incremento di 11 cause).

Invece le cause pendenti alla fine dell’anno 2012 risultano leggermente in aumento, rispetto a quelle del 2011: 97 contro 103 (quindi 6 di più) e questo è dovuto alla complessità di certe cause che hanno richiesto più tempo. Per rendere idea, abbiamo avute alcune cause con oltre 700 pagine di atti. Nel corso dell’anno 2012 sono state trattate 192 cause di nullità.

A pag. 6 del libretto

Cause di nullità espletate                    = 89

a)      chiuse con sentenza affermativa = 76

b)      chiuse con sentenza negativa      = 8

c)      rinunciate                                  = 5

Cause pendenti al 31.12.2012 risultavano   = 103, di cui:

12 = prossime alla sentenza (già decise nel mese di gennaio)

9 = in fase dibattimentale

19 = giacenti presso i Periti

63 = in fase istruttoria

1 = dilata

Alle cause trattare si aggiunge n. 1 Super Rato


Ora, vogliamo soffermarci sui capi di nullità accusati, con i rispettivi pronunciamenti (cfr. Libretto a pag. 10, la prima tabella in alto). Vediamo:

Le motivazioni principali per cui sono stati giudicati i matrimoni sono:

Ex can.

Aff.

Neg.

Esclusione del matrimonio

1101 § 2

-

1

Esclusione indissolubilità

1101 § 2

2

1

Esclusione della prole

1101 § 2

13

9

Esclusione della fedeltà

1101 § 2

2

1

Incapacità

1095 n. 2

36

7

Incapacità

1095 n. 3

-

5

Incapacità

1095 nn. 2 e 3

45

9

Dolo

1098

1

-

Vincolo d precedente matrimonio

1085

1

-

A pag. 13 del libretto DURATA DEL PROCESSO DI 1A ISTANZA

DURATA DEL PROCESSO DI 1A ISTANZA

Nr. cause

meno di sei mesi

4

da sei mesi  ad un anno

39

da un anno  ad un anno e mezzo

33

da un anno e mezzo a due anni

10

oltre due anni

3


A pag. 18 del libretto Attività dei Patroni stabili:

Riepilogo dell’attività dei Patroni stabili nel 2012

Nr. casi

Consulenze effettuate

426

Casi esaminati

170

Cause di nullità:

pendenti al TERU al 31/12/2011

48

Introdotte

68

patrocinio alla P.C.

1

trattate

117

Definite

51

pendenti al TERU al 31/12/2012

66

Cause pendenti davanti al TERE al 31/12/2012

58

Quello che è particolarmente rilevante è il confronto delle cause presentate dagli avvocati nel 2012:

CAUSE PRESENTATE NEL 2012

Nr. Cause

Patroni stabili

68

Patroni esterni

27

Questo confronto ci fa comprendere la gravità della crisi economica della nostra società e le persone non avendo le risorse si rivolgono ai Patroni stabili, che non si risparmiano, anzi con grande ed ammirevole dedizione cercano di venire incontro alle numerosissime richieste di consulenza e patrocinio (consapevoli di non dover affrontare alcun onere pecuniario), chiedendo spesso l’esonero totale delle spese processuali. Capita, che alcune persone, per motivi logistici dei limiti spazio-temporali, sono costretti di attendere lungo tempo per introdurre una causa, ma avendo trovato un’accoglienza e comprensione nel Patrono stabile, preferisce attendere, piuttosto che chiedere il gratuito patrocinio al quale avrebbe diritto. A questo punto vorrei invitare tutti all’apprezzamento e al rispetto dell’arduo e molto consistente lavoro dei Patroni Stabili – lo dico con sincero rammarico e nella speranza di essere bene capito – e non pressarli ulteriormente con qualche “spinta” per amicizia o conoscenza, nel rispetto di altre persone che attendono pazientemente. Un’azione o un intervento del genere genera sospetti e diffidenze sia nell’operato dell’avvocato ma, ancor peggio, negli uomini della Chiesa, dove pare, come nella società civile, si va avanti per “nipotismo”.

RELAZIONE ECONOMICA:

L’attività del TERU è quasi totalmente finanziata dalla CEI, con il ricavato dell’otto per mille. Questo ci permette di concedere, nei casi d’indigenza, confermati dai parroci, il gratuito patrocinio. Quest’anno il gratuito patrocinio è stato concesso nei 12 casi, ai quali si aggiungono 68 cause patrocinate da patroni stabili, per i quali gli interessati non hanno dovuto pagare alcun onorario. Questo ci fa capire l’effettivo peso della crisi economica attuale, che non risparmia nessuna persona.

Nel corso dell’anno sono stati revisionati i rapporti contrattuali dei giudici e dei patroni stabili, che ci fece risparmiare una notevole somma. Prossimo anno riceveremo tano di meno e, come sempre, dobbiamo rimanere molto oculati nella gestione economica, per non creare un passivo.

CONCLUSIONE

Concludendo questa mia relazione posso sinceramente affermare che l’attività espressa dal Tribunale non è inutile e tanto meno tempo perso, perché la Fede della Chiesa nel Sacramento del Matrimonio ha un fondamento e una verità che non possono essere disattesi.

Voglio ribadire che, noi Giudici, nell’arduo e delicato compito di giudicare, abbiamo cercato di farlo guidati dal senso della carità pastorale, attenti, secondo le indicazioni pontificie, a non farci contaminare da atteggiamenti pietistici verso le persone. Atteggiamenti che poi non risponderebbero al loro vero bene né a quello della comunità ecclesiale e controproducenti all’incontro salvifico con Cristo (cfr. Benedetto XVI Allocuzione alla Rota Romana, 28/01/2006). Voglio, infine, riaffermare la piena collaborazione di tutti gli Operatori del Tribunale con i nostri Vescovi e con tutti coloro che nelle varie diocesi, sotto la guida dei Pastori, si dedicano alla preparazione dei nubendi e al sostegno delle famiglie.

A tutti: Giudici, Uditori, Difensori del Vincolo, Cancelliere, Notai, Periti, Avvocati, la più viva gratitudine e l’augurio di buon lavoro. Grazie!

La parola ora al S. Ecc. Rev.ma Mons. Pio Vito PINTO, Decano della Rota Romana che ci farà una preziosissima relazione sul tema: «L'appelatio iudicialis alla Rota Romana: sua giurisprudenza e attività come servizio al carisma petrino», l’argomento scelto per la sua importanza e attualità.

Siamo sicuri che la Sua relazione, per tutti noi sarà un vero arricchimento. Grazie, Eccellenza, per la Sua disponibilità e per quanto ora ci esporrà!

 


Powered by Joomla!. Designed by: business web hosting idv.tw domain Valid XHTML and CSS.